Cremona. Dopo i musei civici anche il museo del Violino riapre le sale al pubblico. Riapre con contenuti inediti e nuovi allestimenti. Al Museo del Violino è possibile scoprire cinque secoli di liuteria cremonese attraverso l’incontro diretto con i grandi maestri: Amati, Stradivari, Guarneri, ed i loro capolavori, seguendo una traccia equilibrata di arte e artigianalità, creatività etradizione che dalle botteghe tardo rinascimentali giunge fino ad oggi.

Strumenti unici, preziosissimi ed un ricco corredo di documenti consentono ad ognuno di realizzare un percorso suggestivo e coinvolgente dove suoni, profumi e immagini concorrono a dar forma a storia, sogni ed emozioni.

La storia della collezione che arricchisce il museo nasce nel 1893 quando Giovanni Battista Cerani donò al comune di Cremona diversi strumenti musicali e modelli di proprietà di grandi liutai cremonesi, fra cui Antonio Stradivari. Venne così istituito il Museo Stradivariano, che in seguito venne arricchito dall’inestimabile raccolta di Ignazio Alessandro Cozio, conte di Salabue, il quale aveva acquisito ciò che rimaneva del laboratorio di Stradivari, divenendo così uno dei primi esperti italiani di storia della liuteria.

La grandissima collezione di modelli lignei, documenti ed attrezzature artigianali per la creazione di strumenti ad arco di Cozio fu acquistata nel 1920 dal liutaio Giuseppe Fiorini di Bologna al fine di creare una scuola italiana di liuteria; tuttavia, non riuscendo nel proprio proposito, dopo dieci anni decise di regalare tutta la collezione al museo civico di Cremona.

Dall’iniziale “Sala Stradivariana” all’interno del Palazzo Affaitati, dove vennero esposti tutti gli oggetti della collezione Salabue-Fiorini, al Palazzo dell’arte e all’Archivio di Stato, la raccolta venne sistemata nel museo civico e divisa in tre sale. Dopo i restauri del Palazzo dell’Arte, l’intera collezione è stata trasferita definitivamente nel nuovo “museo del Violino” inaugurato ufficialmente il 14 settembre 2013.La cultura dei “saperi e saper fare liutario della tradizione cremonese” è stata iscritta il 5 dicembre 2012 nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.

Si potranno visitare le collezioni dalle 11 alle 17. Lo stesso orario sarà osservato per le aperture ordinarie, dal mercoledì alla domenica; il venerdì, invece, l’accesso avverrà dalle 16 alle 22. Il percorso museale è stato adeguato per armonizzare fruizione dei contenuti e garanzie di sicurezza. Sono comunque obbligatori mascherina e guanti. È consigliato l’acquisto del biglietto online attraverso il circuito Vivaticket. Sono infine temporaneamente sospese le audizioni “Il Suono di Stradivari” con gli strumenti delle collezioni storiche.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.