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Si sarebbe tentati di parlare di innovazione, non fosse però che si tratta di uno dei gesti più antichi dell’umanità: prendo qualcosa e, invece di pagare in denaro, rendo indietro un oggetto o un servizio di egual valore.

La novità, semmai, è che il baratto in questo caso avviene ai tavoli di un ristorante; e non un posto qualsiasi, ma uno dei più à la page di Torino.

A portarcelo è stato Nicola Batavia, chef piemontese diventato famoso in tutto il mondo per aver deliziato gli atleti in gara alle ultime tre edizioni delle Olimpiadi. E che nel suo bistrot, il Birichin, famoso per l’uovo affogato con tartufo e granella di nocciole, da qualche tempo offre la possibilità di pagare con prodotti aziendali, consulenze professionali o tutto ciò che il cliente abbia da offrire col suo lavoro e le sue competenze.

Batavia è infatti uno dei primi chef italiani ad aderire a iBarter, la prima piattaforma nazionale per lo scambio online.

Il meccanismo è semplice: l’utente, azienda o privato che sia, si iscrive al sito, dove potrà vendere prodotti, merci o servizi aziendali, “ma anche tutto ciò che si possiede e non si utilizza più – spiegano dall’azienda – come ad esempio vecchi mobili o capi d’abbigliamento”.

Il ricavato delle vendite viene incassato in forma di IBcredit, una moneta virtuale che potrà quindi essere utilizzata per acquistare merci e servizi offerti da tutti gli altri utenti della rete: se ad esempio vi trovaste a cambiar casa, senza sapere che fare della vecchia credenza che tenete in cucina, potreste cercare di venderla sul sito, per poi concedervi una cena cucinata da uno dei più blasonati chef nazionali.

Un sistema che sembra stia riscuotendo un certo successo, almeno a giudicare dai numeri diffusi dalla società: “Al momento – spiega un portavoce – abbiamo oltre 700 iscritti soltanto tra le aziende, ma la prospettiva è di arrivare a mille entro la fine dell’anno. Nel solo settore alimentare, tra cantine, ristoranti e produttori agricoli, abbiamo una quarantina di utenti attivi”.

Nato nel 2012, il sito ha iniziato a lavorare a pieno regime all’inizio dello scorso anno: per il 2015, il valore degli scambi dovrebbe aggirarsi sui 3 milioni di euro, con una media di venti operazioni giornaliere concluse.

“Di fatto – spiegaMarco Geschwentner, tra i fondatori del circuito – non abbiamo inventato nulla. Abbiamo solamente reinterpretato la formula del baratto in chiave moderna. Il rapporto di scambio non è né bilaterale né contemporaneo, ma intervengono più soggetti e in tempi differenti. Col vantaggio di un abbattimento dei costi e dell’allargamento del network aziendale”.

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Redattore Sociale
Il Network di Redattore sociale raggruppa diverse iniziative di informazione, documentazione e formazione sui temi sociali. A promuoverle è la Comunità di Capodarco di Fermo, dal 1966 una delle organizzazioni italiane più attive nell’intervento a favore di persone in difficoltà e oggi diffusa in varie regioni. Motore di questa rete è la redazione dell’Agenzia giornalistica quotidiana Redattore sociale, nata nel febbraio 2001 ed oggi attiva su un portale web riservato agli abbonati.

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