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Al via la campagna «vittime e testimoni di violenza reagite, non siete soli». L’organizzazione non profit Cospe lancia Stand Up for Victims Rights per informare e sostenere chi subisce aggressioni, fisiche e verbali, motivate da pregiudizi basati su nazionalità, colore della pelle, religione, orientamento sessuale e identità di genere. Mappa dei servizi sul territorio e vademecum delle azioni da intraprendere per difendersi da razzismo, omotransfobia, islamofobia e antisemitismo.

Nei video prodotti dall’associazione, gli insulti fanno letteralmente sanguinare i volti dei protagonisti: «L’odio lascia sempre il segno. Non restare indifferente». L’iniziativa è stata presentata al pubblico il 22 luglio nell’ambito del festival musicale Voci per la Libertà promosso da Amnesty International Italia, che è partner della campagna.

Il 2020, l’anno della pandemia, ha portato in superficie e esacerbato in tutta Europa l’intolleranza nei confronti di minoranze etniche, religiose e comunità LGBTQI. Fenomeno già ampiamente diffuso in Italia come nel resto del Vecchio Continente. In dieci anni i crimini d’odio registrati nel nostro Paese dal ministero dell’Interno sono esplosi passando da 134 a 1119 nel 2019, dei quali oltre il 70% di matrice razziale e religiosa. Quasi 300 i casi segnalati invece dalle associazioni della società civile .

E in tempi di distanziamento, complice l’anonimato garantito da Internet, in rete sono proliferati i discorsi d’odio, spesso alimentando teorie cospirazioniste e disinformazione circa le origini del virus . È in un contesto come questo che COSPE lancia – in occasione della Giornata europea delle vittime d’odio – la campagna Stand Up For Victims Rights* per sostenere le vittime di aggressioni, fisiche e verbali, motivate da pregiudizi basati su nazionalità, colore della pelle, religione, orientamento sessuale e identità di genere.

«Diciamo alle persone che hanno subìto violenze che non sono sole, che possono e devono denunciare. A chi è testimone di aggressioni chiediamo invece di non abbassare lo sguardo perché l’indifferenza rende complici», commenta Alessia Giannoni, direttrice Dipartimento Programmi Italia di COSPE.

L’iniziativa da un lato mira a sensibilizzare e informare l’opinione pubblica su un fenomeno che ha ormai assunto proporzioni allarmanti e dall’altro intende fornire strumenti concreti per combattere razzismo, omotransfobia, islamofobia e antisemitismo.

Se l’informazione è la prima arma contro l’odio, è essenziale che le vittime siano consapevoli dei propri diritti. Per questo l’organizzazione non profit ha curato la realizzazione di opuscoli «Conosci i tuoi diritti» capaci di spiegare con semplicità cosa si intende quando si parla di crimini d’odio e cosa sono in particolare razzismo, omotransfobia, islamofobia e antisemitismo. Oltreché sui canali social, le brochure verranno diffuse, in formato cartaceo, attraverso una rete capillare di associazioni che difendono i diritti umani. Ogni opuscolo include una mappa dei servizi sul territorio ai quali rivolgersi per chiedere supporto: sportelli, consulenze legali, sostegno psicologico, helpline, associazioni, istituzioni.

«Se sei vittima di un’aggressione recati subito al pronto soccorso e assicurati che il referto medico certifichi i danni subiti», «se vuoi presentare una denuncia ma non puoi permetterti un avvocato, rivolgiti a un sportello legale per accedere al gratuito patrocinio». Sono alcune delle indicazioni contenute nel vademecum delle azioni da intraprendere se si subisce o si assiste a un crimine d’odio. Uno strumento utile che può aiutare a superare la paura e il sentimento iniziale di impotenza e spingere a chiedere aiuto e denunciare.