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Mantova – Ancora pochi giorni per poter correre al Complesso Museale Palazzo Ducale, negli spazi espositivi al piano terra del Castello di San Giorgio, e vedere una mostra dedicata a Albrecht Dürer (1471-1528) e ai suoi rapporti con l’arte italiana e in particolare con le incisioni di Mantegna che furono per il pittore tedesco un tramite indispensabile per accostarsi all’arte antica.

L’esposizione, che rimarrà aperta al pubblico fino all’8 gennaio, è curata da Johannes Ramharter, storico dell’arte per anni conservatore al Kunsthistorisches Museum di Vienna, e da Peter Assmann, direttore di Palazzo Ducale.

”Come sentirò freddo dopo il sole?” si chiese Albrecht Dürer nel 1507 tornando in Germania dopo un viaggio in Italia. Dürer fu a Venezia due volte, nel 1494 e nel 1506, ma non ci sono testimonianze documentate di ulteriori soggiorni nella nostra penisola.

È tuttavia evidente, nelle tavole dei Trionfi commissionate dall’Imperatore Massimiliano I, che l’artista conosceva la serie di incisioni Il trionfo di Cesare di Mantegna. Così come è possibile immaginare che le numerose rappresentazioni dell’anatomia dei cavalli che Dürer realizzò dopo il secondo soggiorno italiano si ispirino ai grandi monumenti equestri di Venezia e Padova o agli studi di Leonardo per una scultura equestre a Milano.

Procedendo con una serie di confronti tra le incisioni di Dürer e quelle di artisti italiani che lo influenzarono o anche che lo ‘copiarono’ – come Vasari racconta – il percorso della mostra, diviso in cinque sezioni precedute da una introduzione didattica che spiega la tecnica dell’incisione rinascimentale, presenta circa 70 opere tra cui un nucleo di prestigiosi prestiti dall’Albertina e dal Kupferstichkabinett di Vienna, con cui la mostra è in collaborazione. Inoltre, è presente in mostra una scultura in bronzo di Leonardo da Vinci raffigurante un cavallo e conservata al Szepmüveszeti Muzeum di Budapest.

Completa il percorso espositivo un nucleo di opere antiche della collezione del Palazzo Ducale che accompagnerà il visitatore mettendo in evidenza i debiti dell’arte rinascimentale e di quella di Mantegna e Dürer in particolare nei confronti dell’antico.

Il percorso della mostra si snoda nelle sale del piano terra del Castello di San Giorgio, riaperto al pubblico per l’occasione, restaurate e adeguate agli standard museali internazionali dopo l’evento sismico del 2012.

 

 

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