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Gattatico, Reggio Emilia. E’ rimasto solido come una forte quercia, con le radici per piantate nel territorio e nei suoi ideali Alcide Cervi, anche dopo il dolore inconsolabile della perdita dei suoi figli e della moglie. Dal racconto di Alcide al luogo della Memoria, la nascita del Museo – Casa Cervi attraverso i doni dei visitatori, in occasione del 48° anniversario della scomparsa martedì 27 marzo a Casa Cervi alle ore 11 alla sala della Memoria un evento per ricordare la vita di un uomo straordinario.Alcide Cervi

Intervengono:
Luca Bosi Vicepresidente Istituto Alcide Cervi
Alberto Nodolini Giornalista e fotografo
Gianni Cugini ex Amministratore Comune di Parma

Saranno presenti i famigliari e i volontari del Museo Cervi e i rappresentanti delle Anpi locali. Per l’occasione il Museo acquisirà l’opera “Nessuna notte è così lunga da non permettere al sole di sorgere” scultura in legno dell’artista Mario Rosati. In occasione del 48° Anniversario della scomparsa di Alcide Cervi, l’Istituto inaugura una Mostra degli oggetti arrivati in dono alla Famiglia Cervi e ad Alcide a partire dall’immediato dopoguerra.

Il Museo Cervi è un caso quasi unico di museo nato spontaneamente per volontà popolare, quando già nell’immediato dopoguerra un ‘pellegrinaggio’ sempre crescente di visite affolla gli spazi di quella che allora era ancora la casa della famiglia Cervi. Sono state tante le persone che in gruppi organizzati o come singoli cittadini sono arrivati alla casa della famiglia Cervi per conoscerne la storia attraverso il racconto del padre e delle spose dei fratelli fucilati per rappresaglia dai fascisti.

In segno di omaggio era consuetudine da parte di molti portare un dono, come se la casa fosse una sorta di santuario laico dove lasciare un segno del proprio passaggio ma ancora di più una esortazione alla continuità e alla memoria.  E’ così che si forma nel tempo un patrimonio materiale fatto degli oggetti più svariati, di diverse provenienze, che insieme agli oggetti di vita e di lavoro della famiglia Cervi e ai documenti pervenuti rappresenta una delle raccolte su cui nasce e si costruisce il Museo.

Quello che ci è pervenuto di quegli oggetti per lo più conservati dalla famiglia è stato catalogato e archiviato. La mostra che si inaugura in occasione del 48° anniversario della scomparsa di Alcide Cervi (dal dopoguerra Papà Cervi, quasi un padre della patria) propone al pubblico una selezione degli oggetti fra i più esemplificativi del passaggio dalla dimensione privata della casa a quella pubblica del Museo e luogo di memoria, e anche del processo  di formazione di una memoria pubblica della Resistenza insieme a quella della storia dei Cervi. Quello che infine gli oggetti esposti consentono di leggere sullo sfondo è anche uno  spaccato di storia dal dopoguerra all’inizio degli anni settanta del secolo scorso.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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