Cremona – “Alfredo Puerari e il Cremonese 1715“, questo il titolo del libro presentato nel pomeriggio di giovedì 26 ottobre presso il Museo del violino. Invitato come amico dell’archivio di stato, ho voluto approfittare per vedere anche l’auditorium “Giovanni Arvedi”. Ed è comprensibile come quest’opera, nel suo complesso, abbia portato in rialzo le quotazioni del turismo a Cremona. Un iniziativa per la quale si è voluto dare un riconoscimento a chi credette fermamente di insistere su quella strada, con la presentazione, proprio nell’auditorium, di un libro a lui dedicato e scritto da Matteo Morandi.

In un auditorium gremito in ogni posto, dopo l’intervento e i saluti del Sindaco Galimberti è stato l’ex Sindaco Paolo Bodini a presentare gli ospiti, oltre all’autore dell’opera, Franco Cacciatori Curatore del Museo del Violino e Arianna Arisi Rota dell’Università di Pavia.

Dagli interventi si è evidenziata, in sintesi, la figura di un uomo di cultura e di pensiero che aveva una particolare visione del futuro. Da Ex Presidente dell’allora Ente del Turismo che credeva fermamente in quel progetto , ebbe il coraggio di affrontare e superare difficoltà di ordine vario e nel 1960 di accendere un mutuo per riportare a Cremona il prestigioso stradivari, il Cremonese 1715 appunto, oggi capofila della ricca collezione di strumenti ad arco che, custoditi nel Museo del violino, onorano la città di Cremona.

Prima che il Sindaco si allontanasse per impegni, si procedeva anche all’inaugurazione di una lapide dedicata a Puerari e che sarà poi posizionata all’ingresso del Museo. Un toccante ricordo del personaggio è stato portato da Cocchetti con la lettura di una lettera avuta dall’amico Puerari. Cocchetti emozionato ha poi concluso il suo intervento con un commosso e caloroso abbraccio con l’Assessore Manfredini.

Il pomeriggio si è poi concluso con un concerto interpretato al pianoforte da Stefania Redaelli, diplomata con il massimo dei voti al Conservatorio Giuseppe Verdi e insegnante di musica da camera presso il Conservatorio di Vicenza. Mentre è stato Edoardo Zosi, diplomato al Conservatorio Verdi di Milano, insegnante di violino al Conservatorio Duni di Matera, ad avere l’onore di usare il prestigioso strumento, in un concerto applauditissimo dal numeroso pubblico presente.