“Il 2016 è stato un anno difficile, ma rallentamento economico ed instabilità politica non bastano ad abbattere il Natale – spiega Confesercenti nella sua ultima indagine sui consumi natalizi– Gli italiani, in un contesto di crescente incertezza, vogliono infatti ritagliarsi in occasione delle prossime feste un periodo di stabilità, a partire dai regali: quest’anno la spesa media prevista sarà di 600 euro a famiglia, un risultato sostanzialmente in linea rispetto a quello dello scorso anno (609 euro). Aumentano, però, anche i nuclei familiari in difficoltà: quest’anno 4 su 10 stimano di spendere meno di 250 euro”.

Prevale la tendenza ad acquistare i regali di Natale in anticipo per avvantaggiarsi dei prezzi più convenienti proposti da molti esercizi sotto forma di offerte speciali o per non dovere affrontare le lunghe file che caratterizzano il momento clou dello shopping delle festività.

“Si conferma anche – sottolinea Coldiretti (anche da questa organizzazione arriva un’indagine di mercato)– una spinta verso regali utili e all’interno della famiglia; tra i parenti e gli amici si preferisce scegliere oggetti o servizi a cui non è stato possibile accedere durante l’anno”.

In Italia la quota di consumatori che acquista on line per Natale eguaglia oramai quella degli altri Paesi Europei (38% in Italia e 40% in Europa): riguarda prevalentemente musica, film, informatica, viaggi e abbigliamento.

“Per il cibo e le bevande al contrario – precisa la Coldiretti – si registra una tendenza al ritorno al contatto fisico con il produttore magari con acquisti direttamente in azienda o nei mercati degli agricoltori, per assecondare la crescente voglia di conoscenza sulle caratteristiche del prodotto e sui metodi per ottenerlo”.

Abbigliamento, libri e prodotti enogastronomici di qualità, magari legati alla tradizione. Sono questi i regali che gli italiani sperano di trovare sotto l’albero la notte di Natale.

In particolare, vorrebbero scartare soprattutto capi d’abbigliamento, segnalati come regalo preferito dal 37% degli italiani, una quota corrispondente a circa 16,4 milioni di persone. In seconda posizione i libri, scelti dal 35%, mentre il podio è chiuso da cibi e vini (32%).

E’ quanto emerge dalla quindicesima indagine condotta da Confesercenti ed SWG su abitudini, consumi e vacanze degli italiani nella stagione natalizia.

Complessivamente gli italiani sembrano interessati per quest’anno soprattutto a ricevere regali utili, come emerge chiaramente dall’alto gradimento riscontrato per buoni acquisto e regali in denaro. Ma sotto l’albero vorrebbero trovare anche a quello cui hanno rinunciato durante l’anno.

“Mai vi è stato Natale più freddo, non tanto sul fronte dei consumi e della spesa per i regali, quanto su quello relativo agli stati d’animo –commenta Federconsumatori-. Le famiglie sono ormai abituate, purtroppo, a fare i conti con le tante rinunce dettate da un potere di acquisto ormai ridotto all’osso. Ben l’85,2% delle tredicesime è dedicato al pagamento di tasse, mutui, bolli, canoni, rimborsi debiti famiglie che vivono a rate”.

La spesa per i regali natalizi sarà improntata alla sobrietà ed al contenimento: si attesterà al +0,9% rispetto allo scorso anno. Secondo le prime stime dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori il budget che ogni famiglia metterà in campo quest’anno sarà di circa 124,80 euro (inferiore dunque a quello previsto da Coldiretti), pari ad un giro di affari di circa 3,12 miliardi di euro.

Guardando, invece, ai prezzi dei prodotti tipici delle festività – sottolinea l’Associazione – si continuano a registrare aumenti, seppure molto contenuti: mediamente del +0,7%.

Ad aumentare maggiormente sono i costi degli articoli da regalo (+1,8%) e dei prodotti alimentari (+2,1%). Una parentesi a parte meritano i prodotti tecnologici di ultima generazione (il cui costo aumenta mediamente del +2%). Il loro consumo aumenta, specialmente a rate.

Codacons: “Prezzi stabili ma consumi in leggero calo, cenone a parte”Babbo Natale in moto
Panettoni e alberi di Natale hanno prezzi ritoccati al ribasso. Per il resto i listini sono stabili rispetto allo scorso anno.

Tutto questo salverà i consumi delle feste? No, secondo il Codacons, che stima un leggero calo del 2%. Anche se gli italiani non baderanno a spese per la gola, per pranzo e cenone di Natale, ai quali verranno destinati 2,8 miliardi di euro.

I prezzi dei prodotti tipici quest’anno sono sostanzialmente stabili rispetto all’anno passato, dice l’Associazione: costerà di meno mangiare il panettone e allestire in casa l’albero di Natale, vero o sintetico che sia.

A seconda delle marche, infatti, per il dolce tipico del Natale si spenderà fino al 2,3% in meno rispetto al 2015. L’invasione di alberi sintetici di tutte le forme, altezze e tipologie, porta anche in questo settore risparmi (-2,9%), più contenuti per l’albero vero (-2,17%) che però sarà acquistato solo dal 35% delle famiglie. Stabili invece i listini per palline, luci e decorazioni varie.

Secondo un sondaggio dell’Adoc sulle previsioni di acquisto dei regali di Natale 2016 il budget medio a disposizione del singolo consumatore è pari a 227 euro. Ma per il 44% dei consumatori il budget è inferiore ai 200 euro.

“Anche quest’anno la spesa per i regali di Natale sarà molto contenuta – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – anzi, per il 66% dei consumatori la spesa disponibile è inferiore allo scorso anno. Un dato che conferma anche il calo del numero di acquisti, per il 72% dei consumatori quest’anno si faranno meno regali, in media 9,6 doni per consumatore.

Dal punto di vista del budget la disponibilità media è di 227 euro, con il 34% dei consumatori che hanno indicato una disponibilità tra i 200 e i 400 euro, mentre solo il 6% ha a disposizione cifre maggiori a 700 euro. Il dato che colpisce è che ben il 44% dei consumatori ha un limite di spesa inferiore ai 200 euro.

Il costo medio del singolo regalo è invece pari a 23,5 euro. In merito alle tipologie di regalo, i prodotti hi-tech hanno ottenuto il 43% delle preferenze, seguite dai prodotti ludici (39%) e enogastronomici (25%). Seguono i beni culturali (20%), abbigliamento e calzature (22%) e buoni acquisto o coupon (13%).

Va segnalato come molti consumatori facciano di necessità virtù, l’8% dei regali sarà infatti riciclato o fai-da-te. Per quanto riguarda il luogo di acquisto, ancora oggi il negozio tradizionale ottiene il massimo delle preferenze (46%), tallonato però dal negozio online (42%).

Segno evidente di come i consumatori italiani stiano sempre di più prendendo fiducia nel commercio elettronico e negli acquisti sul web. Anche grazie alla maggiore sicurezza e garanzia negli acquisti in rete, soprattutto se effettuati presso le aziende del circuito Netcomm, che hanno aderito al protocollo di Conciliazione Paritetica. Rimangono apprezzati i mercatini tipici (18%), all’ultimo posto gli outlet (10%)”.