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Prima della partenza per la Cina mi sono proposto nei fine settimana di andare alla ricerca della sua parte storica, con la volontà e curiosità di ritrovare le radici più autentiche e profonde di questo grande Paese. La prima domenica, giornata della quale in questo speciale intendo raccontarvi, è stata dedicata alla visita di Shaoxing città che sulla carta risulta una destinazione coerente all’obiettivo prefissato.

Mattei_cina5Dopo circa 120 km percorsi comodamente in treno (mezzo di trasporto eccellente in Cina per muoversi a medio e lungo raggio) giungo puntuale sulla tabella di marcia nell’estrema periferia di questa località. Dalla stazione devo percorrere infatti circa 10 km in taxi prima di guadagnare il centro città che si presenta al primo impatto del tutto simile a quello di Ningbo.

ForCine5 (4)Palazzi e grattacieli a profusione e mi viene il timore di aver fatto un buco nell’acqua. Proseguo comunque, senza vacillare, per la prima meta. E a proposito di acqua dopo poco arrivo all’ “East Lake”, piccolo e placido lago dalle verdi acque, dominato da una scenografica parete rocciosa con orridi mozzafiato. Tiro un sospiro di sollievo che però subito si trasforma in un afflato ansioso.

Il contesto è davvero poetico ma il can-can della folla di turisti richiamata in massa dalla bellezza del luogo e dalla promettente giornata, iniziata con un timido sole, lo svilisce. In sottofondo si intuisce una gradevole melodia d’atmosfera trasmessa da diffusori disseminati e occultati lungo il percorso. Purtroppo le note musicali sono sovrastate dal trambusto collettivo nel quale finiscono per disperdersi.

 


ForCine5 (3)Intanto sul lago procedono in fila indiana, senza sosta
, tipiche imbarcazioni noleggibili per un giro turistico. Nel caotico traffico lacustre i vecchi “legni” sono governati con grande perizia, dagli esperti barcaioli che utilizzano anche i piedi “prensili” per azionare remi e timone. Scorgo più in la, in disparte, due imbarcazioni affiancate. Su queste i barcaioli discutono animatamente. Forse, penso tra me e me, hanno avuto una collisione e stanno accordandosi, all’italiana, per compilare la constatazione amichevole.


Al termine del tour i passeggeri,
come capita nei parchi divertimento all’uscita delle singole attrazioni, possono scegliere e acquistare le foto scattate da postazioni fisse collocate sul percorso. Qui si potrebbe poi visitare il museo del cinema in 3D che sinceramente mi pare completamente fuori luogo. In Cina le locandine esposte dai cinematografi pubblicizzano a carattere cubitali proiezioni di film e cartoons a 5, 6 e 7D.

La visione di un film è un esperienza totalizzante. Durante la proiezione infatti si sentono profumi e odori, le poltrone si animano in coerenza con le immagini proiettate e vi possono arrivare anche spruzzi d’acqua, soffi o ventate di vento, vampate di calore. Insomma si rischia un accidente. Vi consiglio al riguardo di evitare film con scene d’azione e sparatorie. Inutile correre il rischio di beccarsi del piombo caldo in corpo. La Cina in questo ambito è talmente avanti che al miserrimo 3D hanno pensato di dedicare un museo ritenendolo antiquato.

ForCine5 (6)Accidenti…quasi dimenticavo di dirvi una cosa importante. Al mio arrivo al lago, su un ponte con il braccio alzato in evidente gesto di saluto, ho intravisto come un lontano miraggio una piccola figura bipede. Che gioia riscontrare una volta messo a fuoco il soggetto che era un bambino. Così sui due piedi ho pensato che mi stesse salutando per sberleffo, considerando che avevo inizialmente avanzato dubbi e interrogativi sulla presenza di bambini in Cina. Ma poi riflettendoci ho ritenuto che forse, il gesto, era indirizzato ad altri destinatari.

Nella mattinata poi di bambini ne incontro un buon numero. Che bello vederli sorridere felici, sotto lo sguardo vigile e comprensivo di provetti bodyguard, travestiti da genitori e nonni con parentado al seguito. Nel pomeriggio dopo un pranzo leggero a base di pesce, mi immergo, è il caso di dirlo, nel cuore del centro storico di Shao xing. Qui la città moderna cela, come in uno scrigno prezioso, la residenza di Lu Xun, venerato scrittore cinese (1881-1936) dal quale discende anche il nome quartiere che la ospita, denominato appunto “Lu Xun town”.

ForCine5 (7)La visita si dipana lungo le strutture della residenza nella quale trovano spazio ambienti arredati con mobili, oggetti d’epoca, rappresentazioni con statue e riproposizioni dell’opera cinese, nella versione tipica in uso regione dello Zhejiang che ci ospita. All’interno ad ogni angolo si trova un negozio di souvenir. I primi paiono interessanti e mi distraggo un momento a contemplare la merce esposta.

Questa ultima risulta sostanzialmente la stessa di quella riproposta in più salse per enne successivi negozi, diventando presto un fastidioso “dejavù”. All’uscita dell’abitazione privata si sfocia nella via centrale del quartiere. Qui trovano spazio punti di ristoro, chioschi take away dalle svariate e talvolta improbabili proposte culinarie e ancora negozi di souvenir dei quali davvero non ne posso più. Ressa, baccano e confusione rischiano di soffocare letalmente l’atmosfera (un vero peccato…). Mi dirigo allora prendendomi finalmente una rivincita personale a “Cangqiao Street”.

ForCine5 (10)Questa è una lunga e stretta strada che si è conservata miracolosamente quasi intatta dalla cementificazione e fortunatamente anche dal “bailamme” turistico. Fiancheggiata da abitazioni private, negozi, belle caffetterie e “teahause” mi ha consentito di fare una passeggiata davvero “slow”, senza assilli. In un piccolo baxar che propone alcuni oggetti originali e interessanti dopo avere curiosato ho acquistato una piccola scultura (una mia passione… la scultura) che dovrebbe raffigurare, almeno credo, un vecchio saggio del quale è stato abbozzato il viso su un bel pezzo di legno contorto di salice nero. In questa via ho trovato alcuni scorci davvero evocativi.

Ho incontrato residenti intenti a lavare (si fa per dire considerando la qualità delle acque…) i panni sul canale d’acqua che costeggia la via. E ho incrociato alcuni pittoreschi venditori ambulanti. Uno di questi, un signore anziano, munito di bicicletta ricolma di spezie, quando ha compreso che mi ero avvicinato a lui non per acquistare ma solo per fotografarlo, ho intuito dai toni e dai gesti indirizzatimi, che mi deve avere “simpaticamente” mandato a quel paese. ForCine5 (11)
“Dulcis in fundo” Cangqiao Street mi ha regalato una vera e propria chicca.

Dopo i bambini incontrati al mattino e poi comunque anche nel resto della giornata, finalmente incontro e fotografo con scatto da paparazzo (per darvene prova…) il primo cagnolino cinese sull’uscio di una casa. Una ciliegina sulla torta della prima gita cinese. Alla fine al rientro in hotel la stanchezza mi sovrasta. Sono letteralmente a pezzi, ma comunque contento. E me ne vado a dormire sereno come un bambino che sogna il suo cagnolino.

Zai jian…

 

 

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Giuseppe Mattei
Valtrumplino. Laureato in giurisprudenza, prima ancora bancario. Vanta velleità letterarie e artistiche, infatti scrive e scolpisce (legno) solo a tempo perso... Coniugatosi nel secolo scorso è padre di quattro figli: Serena, Letizia, Michele e Luca. Ovvero i soli "pezzi unici" davvero ben riusciti.

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