Nonostante la “coppia più famosa” della canzone italiana va cantando “felicità” in tutto il Mondo, secondo l’ultimo relazione del World Happiness Report 2017, il Rapporto Mondiale sulla Felicità che classifica 155 Paesi in base al loro livello di felicità, pubblicato dalle Nazioni Unite, noi siamo al 48° posto.

Magra classifica per il Bel Paese, anche perché dinnanzi a noi ci sono paesi del tipo: Nicaragua o Colombia, Ecuador e Messico molte volte saliti alle cronache internazionali per criminalità, cartelli della droga o povertà assoluta delle popolazioni andine. Israele che si classifica alla 11ª posizione è perennemente in guerra con i vicini. Ci supera di un posto persino l’Uzbekistan. Solo per citarne alcuni.

Il Rapporto Mondiale sulla Felicità di quest’anno, 5ª edizione, presta particolare attenzione alle fondamenta sociali della soddisfazione, in particolare per la felicità sul posto di lavoro, perché le persone tendono a trascorrere la maggior parte della loro vita al lavoro, quindi è importante comprendere il ruolo dell’occupazione e della disoccupazione nel plasmare la felicità.

La Norvegia è il paese più felice, saltando tre posizioni dall’anno scorso e spodestando la Danimarca, che aveva tenuto il primo posto per tre degli ultimi quattro anni. A completare il resto della top ten sono, in ordine, Danimarca, Islanda, Svizzera, Finlandia, Paesi Bassi, Canada, Nuova Zelanda, Australia e Svezia. Gli Stati Uniti si classificano 14esimi, perdendo un posto dall’anno scorso.Scuola Terra dei bambini, Palestina

Nonostante i recenti cali del prezzo del petrolio, di cui è ricca, la Norvegia ha comunque raggiunto il primo posto, dimostrando ancora una volta che la felicità dipende più da altri fattori che dal reddito. Sembra che governi, organizzazioni e società civile utilizzano sempre più gli indicatori di felicità per orientare le loro decisioni politiche. Speriamo lo facciano anche i governati italiani!

Che cosa è la felicità? Secondo il padre della psicologia positiva Martin Selingman il 60% della felicità è determinata dai nostri geni e dall’ambiente, il restante 40% dipende da noi. Pare che la felicità sia anche contagiosa.  I ricercatori della Harvard University hanno scoperto che quando una persona diventa felice, un amico che le vive vicino ha una probabilità del 25% in più di essere felice anche lui. E secondo un’altra ricerca, condotta sul volontariato, le persone che passano del tempo ogni mese ad aiutare gli altri sono più felici. Questo lo scriveva Tolstoj già 200 anni fa.

Come hanno fatto i rapporti precedenti, il Rapporto Mondiale sulla Felicità 2017 esamina le tendenze nei dati che registrano come le persone valutano la loro vita su una scala che va da 0 a 10. La classifica, che si basa su indagini in 155 paesi nel triennio 2013-2015, fornisce un punteggio medio di 5.1 (su 10). Sei variabili chiave concorrono a spiegare tre quarti della variazione annuale nei punteggi nazionali medi nel tempo e tra paesi: PIL reale pro capite, aspettativa di vita, avere qualcuno su cui contare, libertà percepita nelle scelte di vita, assenza di corruzione e generosità.

Il resto si può consultare sulle 184 pagine fresche di stampa del rapporto al sito: www.worldhappiness.report

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.