Verona. I Musei Civici in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Verona, Rovigo, Vicenza, in occasione della riapertura dell’anfiteatro Arena e delle Giornate Europee dell’Archeologia hanno dato avvio ad un’attività di valorizzazione del principale monumento cittadino, con una proposta di visite guidate gratuite per cittadini e turisti.

I tour guidati proseguono sino a fine settembre il giovedì e il venerdì con archeologi dei Musei Civici di Verona e della Soprintendenza, il sabato e la domenica con operatori della Cooperativa Le Macchine Celibi.

Modalità di partecipazione

  • le visite pur essendo gratuite hanno obbligo di prenotazione online o presso la biglietteria nell’arcovolo 5 dell’anfiteatro
  • la durata massima prevista è di un’ora
  • sono previsti gruppi di massimo 15 persone nel pieno rispetto dei protocolli regionali di sicurezza
  • vanno rispettate tutte le prescrizioni stabilite per l’ingresso nell’anfiteatro Arena: vedi le semplici regole per una buona visita

È uno dei più grandi anfiteatri in Italia e il monumento più famoso di Verona. In questo edificio, costruito dai Romani attorno alla metà del I secolo d.C., si svolgevano diversi tipi di spettacolo: combattimenti tra gladiatori e caccie ad animali feroci ed esotici. La forma ellittica è concepita per accogliere un gran numero di spettatori (circa 30.000) e per dare ai giochi spazio sufficiente. Le lotte si svolgevano al centro nella zona chiamata “harena” (da cui il nome Arena) per la presenza della sabbia, che doveva servire ad assorbire il sangue di uomini e animali.

Erano spettacoli cruenti, che la nostra moderna sensibilità fatica a concepire, ma che all’epoca appassionavano le folle. A quel tempo l’Arena sorgeva fuori dalle mura della città, volutamente distante dal centro, esattamente come avviene con gli stadi moderni. Prima di entrare, vale la pena soffermarsi ad ammirare i blocchi di pietra calcarea bianchi e rosa dell’esterno, che un recente restauro ha riportato ai colori originali. Provengono tutti dalla Valpollicella, la prestigiosa area vinicola alle porte di Verona. Venne edificato all’esterno delle mura della città romana per favorire l’afflusso degli spettatori ed evitare affollamenti nel centro urbano.

L’anfiteatro dopo l’età romana, nel medioevo gli “arcovoli” esterni vennero dati in affitto e fino al XVI secolo vi furono relegate le prostitute, poi vi trovarono posto botteghe artigianali. Lo spazio interno fu adibito nel corso del tempo a diversi usi, come l’amministrazione della giustizia, feste, spettacoli, corse; nel 1913 fu rappresentata la prima volta l’Aida di Verdi e da allora questo monumento divenne la sede di stagioni liriche estive.