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Con, in copertina, la riproduzione di un dipinto dell’artista di origine finlandese Simo Nygren che ne interpreta l’ambientazione di pertinenza, il libro, “Alle sorgenti del vaso Rì – Itinerario lungo il fiume più corto d’Italia – L’acqua è vita”, tratta di uno specifico corso d’acqua d’area gardesana che vuol, fra l’altro, rappresentare quel tema ecologico, legato ai patrimoni ambientali fluviali e torrentizi, che è anche significativo del valore delle risorse idriche riscontrabili, a cielo aperto, come pure nelle profondità terrestri, tra i più reconditi interstizi.

Una tematica che, sul  versante, invece, artistico, è, a sua volta, rappresentata dall’accennata opera pittorica riprodotta in stampa, come figurativo involucro editoriale d’immagine della medesima pubblicazione, nell’intento di un messaggio propositivo, connesso alla portata dell’arte,  ravvisata nel suo effetto inclusivo di una pratica condivisione narrante.

Vaso_Ri_copertinaPubblicazione promossa, in un’interessante chiave didattica argomentativa, dall’Associazione Roverella di Padenghe sul Garda, presieduta da Andrea Nodari, della quale il libro non manca di divulgarne la vocazione funzionale ad un sodalizio radicato nella sua espressione territoriale, nel perseguimento di encomiabili finalità di utilità sociale: “nata nell’agosto 2002 per contrastare la realizzazione di un “compattatore” di rifiuti urbani che doveva sorgere in una cava dismessa sulle colline di Padenghe in località Levrini. Prende il nome dalla pianta Roverella (Quercus pubescens), una specie di quercia diffusa in Italia, tanto che in molte località è chiamata semplicemente quercia. L’associazione ha come scopo principale la conoscenza e la difesa del territorio di Padenghe e della Valtenesi”.

In questa aperta e dichiarata apertura al territorio, si innesta la costruttiva testimonianza del libro, a proposito del quale, nel riscontro di una agevole lettura iniziale, Andrea Nodari ne specifica gli obiettivi perseguiti, evidenziandoli nella presentazione introduttiva delle poco più di cento pagine del volume, attraverso una precisazione di sintesi fondamentale: “Il libro nasce dal desiderio di aiutare il lettore a conoscere e ad amare il miracolo della natura che ci circonda. Amare l’ambiente che ci ospita significa rispettarlo quale parte integrante della nostra vita. Il messaggio del libro è ambizioso: è un invito a proteggere la natura, a conservarla intatta per le future generazioni, consapevoli che difendendola proteggiamo noi stessi!”.

Autore di questo libro, insieme a Paola Crepaldi che ha ne ha curato, con lo stesso Nodari,  il capitolo sulle sorgenti del Vaso Rì, nel contribuire pure alla stesura delle parti invece attinenti le curiosità sul medesimo corso d’acqua e sulla fauna che vive nella zona umida, il presidente dell’Associazione Roverella ha sviluppato i contenuti dello studio promosso in questa pubblicazione illustrata, mediante quella plurale sinergia di condivisione che alle scolaresche, allora frequentanti le classi III e IV della scuola primaria di Padenghe, ha tributato un particolare ruolo di riferimento, per la divulgazione e per la sensibilizzazione delle informazioni contemplate, grazie all’acquisizione di una formazione sperimentata sul posto, attraverso una prospettiva educativa interdisciplinare, contestuale ad una riuscita trasferta accurata, complementare alle lezioni impartite nella sede scolastica frequentata.

Proprio a margine di una visita didattica sui luoghi d’interesse del Vaso Rì, si delineano, fra le pagine della pubblicazione, le coordinate rappresentative del breve corso d’acqua, contemplato dalle sue sorgenti fino allo sbocco secante quelle rive dove il lago di Garda ne assopisce il fluire, confondendolo nelle proprie profonde volumetrie.

Fra i tredici immissari che la sponda lacustre bresciana contempera nella sua variegata geografia benacense, il Vaso Rì nasce in località “Le Freddi” dove “l’acqua sgorga continuamente e sembra una fontana o una bolla”, mentre, l’altro capo della sua serpiginosa corsa, dopo avere, tra l’altro, oltrepassato la zona denominata “El Fol”, con alcune costanti evoluzioni di cascatelle peregrinanti, termina a diretto contatto con il lago, confluendovi ad estuario, presso “Villa Garuti”.

Una corsa, un tempo, intercettata dall’intervento umano, per la risorsa idrodinamica, utile ad alcune attività locali, come, fra l’altro, è stato spiegato agli alunni accennati, una volta giunti “alla frazione Monte per osservare l’antica ruota del mulino, che girava grazie alla forza dell’acqua. Il signor Andrea ci ha spiegato che senza l’acqua ci vorrebbe la forza di dieci uomini per farla girare con regolarità”.

Alcune interessanti pagine di un “elaborato tecnico normativo del reticolo idrico del Vaso Rì”, sviluppano quest’interrelazione con la stessa comunità dove il caratteristico corso d’acqua pone il proprio peculiare assetto impattante, già, anticamente corrisposto, ad esempio, nel “Regolamento del Comprensorio del Vaso Rì” di Padenghe del 1612, come attestato, fra l’altro, nell’approfondito contributo assicurato a questo libro da parte della geologa Rosanna Lentini, secondo gli elementi di una sua ricerca.

Da questa coniugazione della realtà esaminata con la storia, opportunamente considerata, un’altra ispirazione, pur ancora attinente la specifica natura fluida di un nesso corrispondente, va a contemplare anche una serie di alcune antiche vicende, connesse ai “furti dell’acqua” e ad una concatenazione di litigiose rivendicazioni, per la gestione della stessa nel suo conteso possesso.

Non di meno, il libro, stampato dalla “Tipolitografia Franceschini” di Lonato, argomenta il bene dell’acqua, anche nella preminente attualità incombente, dove alla sua preziosa essenza, soppesata al vaglio di una generale sensibilità cosciente, spetta l’espressione di “oro blu”, come significato evocativo, nel presente, di una attestazione di valore eloquente.

Un valore che, analogamente alla fluidità del principio dei vasi comunicanti, praticata dall’acqua nella sua pervadente estrinsecazione, si espande anche in altri ambiti importanti dove si trova pure suffragato dalle metafore evangeliche, in quel modo che il libro, al tempo stesso, sottolinea, secondo una correlazione di consistenza, anche per quelle considerazioni ispirate che, nel racconto veterotestamentario, si trovano contemplate.

Gemmazioni di un’attenzione rivolta ai concetti relativi all’acqua, nei suoi versatili aspetti, che affiorano, in alcune cronache calzanti, anche in una esortazione di papa Francesco, nella citazione fatta in questo volume del suo discorso del 21 maggio 2014, circa la custodia della natura, all’insegna del rispetto verso il Creato, mentre, in una concomitante cesellatura di spirituale caratterizzazione, tra le pagine della pubblicazione, sul tema confluisce pure l’interessante accostamento, sperimentabile a livello simbolico e devozionale, della Vergine Maria, con questo bene indispensabile per la vita.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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