Cremona. Del possente castello di Santa Croce in città non rimane che i resti del torrione in via Ferruccio Ghinaglia, ma all’ombra di quelle mura si è cadenzata la storia e la vita artistico-culturale del secondo centro abitato nel Ducato di Milano.

La Società Storica Cremonese presenta venerdì 6 aprile alle 17,30 presso la sala Puerari del museo Civico Ala Ponzone, in via Ugolari Dati, il volume: “ Storia & Storie all’ombra del Castello di santa Croce a Cremona” a cura di Angela Bellardi e Emilio Giazzi. Interverrà Beatrice Del Bo dell’Università degli Studi di Milano. Il grande lavoro di ricerca confluita nel volume, con il contributo di Cassa Padana, rappresenta un importante documento storico sulla vita della città, ne ricostruisce le vicende dentro e fuori le mura del grande maniero, ne fa rivivere gli avvenimenti storici, artistici, politici e culturali che hanno contribuito alla crescita e alla formazione sociale del territorio.

Scrive Emilio Giazzi nella prefazione: “Un libro che contribuisce ad allargare di molto le prospettive su Cremona quattrocentesca e proprio la grande raccolta di documenti sul castello curata da Monica Visioli e Gianantonio Pisati: non solo essa permette di meglio configurare la struttura e la sto

ria della costruzione, ma introduce nella vita che vi fu condotta, riportando invita personaggi, episodi, soggiorni di uomini e donne illustri.

La sua pubblicazione ha sollecitato un rinnovato, vivo interesse per il fortilizio oggi non più esistente, ma che conobbe nel Quattrocento significativi interventi di recupero e restauro voluti da Francesco Sforza, signore di Cremona per diritto dotale dal 1441: tra l’altro, un ciclo di incontri organizzati tra il 2016 e il 2017 dalla Societa Storica Cremonese, scaturiti perlopiù proprio dalla messe di documenti resi disponibili da Visioli e Pisati.

Si viene così al presente volume, che raduna alcuni contributi nati da tale programma di conferenze, rimeditati e rivisti sulla base di un lavoro successivo, in alcuni casi frutto di un vivace interscambio tra i singoli autori, accanto ad altri di genesi autonoma rispetto alle conferenze, sollecitati dai curatori a completare un quadro d’insieme. Va precisato che non ci troviamo di fronte agli atti di un convegno, bensì ad una raccolta di studi i quali vanno a superare il senso degli incontri che in parte li hanno originati e che hanno avuto il grande merito di attivare un dibattito e di approfondire le tematiche in essi proposte: l’intento, e ci auguriamo il risultato, e quello di un libro di taglio scientifico che assolva alla missione di collocarsi come ponte di raccordo tra il mondo degli Archivi, il metodo della ricerca e la fruizione del lettore non solo o non strettamente specialista.

Gli interventi si dispongono in due sezioni: la prima, denominata Il castello, le sue pertinenze, la città, e costituita da quattro studi sulla conformazione del fortilizio, sulle sue trasformazioni in età sforzesca e su luoghi ed edifici ad esso adiacenti; la seconda, dal titolo Ritrovare il senso dei luoghi: dentro e fuori le mura del castello, ne comprende cinque relativi alla vita che si conduceva all’interno, con personaggi, incontri, intrecci di rapporti, malanni e guarigioni, momenti di festa.”