Brescia. Arriva al Nuovo Eden una rassegna dedicata a cineasti ed artisti che hanno fatto della sperimentazione il loro marchio di fabbrica, cine-linguaggi inediti, è l’appuntamento con Altre Visioni al Nuovo Eden, dal 3 novembre 18 gennaio 2018. Con ospiti speciali Giada Colagrande e Rä Di Martino.

Prosegue il progetto della Fondazione Brescia Musei – Nuovo Eden di portare sul grande schermo del cinema di via Nino Bixio le migliori produzioni legate al mondo dell’arte iniziato lo scorso febbraio con La Grande Arte al Cinema, documentari e film di fiction per raccontare i mondi fantastici di grandi artisti da Bosch a Segantini, passando per Botticelli e Greenaway.

Questa volta il focus è dedicato ad artisti e cineasti che hanno utilizzato il cinema per sperimentare nuovi linguaggi. Giada Colagrande, Rä Di Martino, Marina Abramovic, Maurizio Cattelan e Yuri Ankarani, sono autori o protagonisti di cinque opere molto diverse tra loro per una panoramica e un viaggio unico.

Cinque saranno i film in programma, tra documentari, film di fiction e sperimentali, cinque appuntamenti da non perdere.

Si inizia venerdì 3 novembre alle ore 21 con Padre, l’ultimo lavoro di Giada Colagrande in cui la regista raccoglie tutte le arti possibili e decide di fonderle insieme, teatro, musica, danza, performing arts. Il film presentato in anteprima nazionale al Lucca Film Festival e Europa Cinema 2017. Ospite della serata l’autrice Giada Colagrande.

Mercoledì 22 novembre alle ore 21 invece verrà proiettato in sala Controfigura il film della regista e artista Rä Di Martino presentato alla 74ma edizione del Festival del Cinema di Venezia. Il film mette in scena la storia di una piccola troupe cinematografica che si aggira per Marrakech (Marocco) e i deserti che la circondano.

Il film ha uno speciale collegamento con la città, il manifesto del film “non ancora uscito” è stato esposto presso la fermata metro Marconi come la prima opera del progetto Subbrixia – arte in metropolitana, ideato e prodotto da Brescia Musei e Brescia Mobilità in collaborazione con il Comune di Brescia e curato da NERO. L’opera dal titolo Il nuotatore era un enorme manifesto pubblicitario dedicato ad un film mai girato, che giocava su quell’interregno che separa la realtà dalla finzione e sul processo di “mise en abyme” di un’opera che riguarda e si colloca dentro un’altra opera. Ora quel film è stato girato ed arriva a Brescia insieme all’autrice Rä Di Martino che sarà ospite della serata.

Mercoledì 6 dicembre alle 21 verrà presentato The Challenge, il film documentario di Yuri Ankarani presentato tra i Cineasti del presente all’edizione 2016 del Festival di Locarno. La caccia col falco vanta oltre 40 secoli di storia. In Occidente fu la passione dominante dell’aristocrazia medioevale, mentre mantiene inalterato il suo prestigio nella cultura araba contemporanea. Ancarani mostra l’incredibile cura con cui vengono maneggiati questi preziosi rapaci, che possono anche essere trasportati con un aereo a loro dedicato, in un mondo dove si può avere un ghepardo come animaletto da compagnia da portare sulla propria auto sportiva.

Giovedì 4 gennaio alle 21 sarà la volta di The Space in Between – Marina Abramovic di Marco del Fiol. Una delle più originali artiste viventi, parte alla ricerca di nuovi stimoli creativi e viaggia attraverso le vibranti comunità religiose del Brasile per fare esperienza dei rituali sacri e svelare il suo processo creativo. Un film autenticamente “in between”, sospeso tra arte e vita.

E in conclusione, giovedì 18 gennaio alle 21 Maurizio Cattelan – Be Right Back, un documentario di Maura Axelrod. Il racconto del controverso artista contemporaneo attraverso le parole di chi lo conosce o l’ha conosciuto. Prendete uno degli artisti più irriverenti, provocatori e geniali degli ultimi anni. “Be right Back” è anche il titolo di uno dei primi lavori di Cattelan, del 1989, quando per la sua prima personale alla Galleria Neon di Bologna era così terrorizzato dal fallimento che, incapace di trovare un’idea vincente, aveva deciso di chiudere la porta della galleria e affiggere il cartello “Torno subito”. Sembrò (e fu) una trovata geniale, una delle prime e delle tante. E fu un successo.