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Mi scrive Diego, maschio, anni 9

Ringrazio per la perfetta organizzazione del materiale da esaminare e per l’anamnesi. DIEGO risulta un ragazzino iperattivo, ipersensibile (certamente, il ricovero in età neonatale ha aumentato la naturale predisposizione) . La ricerca dell’approvazione dell’habitat è ad alti livelli. Su di lui hanno più effetto dolcezza, sorrisi e conversazioni piane , piuttosto che urli e sgridate. E’ presente il tratto indicante un vero e proprio rifiuto per urli. Il che significa che, se DIEGO li usa, lo fa per far paura al prossimo, così come fanno paura a lui.

A livello intellettivo, si nota una buona propensione per argomenti scientifici, più che per quelli letterari. La capacità di essere essenziale, comunque, è mediata ed a volte incentivata da una forte volontà (a tratti) e dalla capacità di approfondimento degli argomenti presi in considerazione. DIEGO è curioso di conoscenza. Sarebbe bene fargli frequentare gruppi di coetanei, con possibilità di escursioni, di ricerche sulla natura e sulla vita di animali e piante. (Ottimi doni sarebbero un microscopio ed un cannocchiale).

DIEGO è risultato ansioso ad alti livelli: presenta Segni di paure irrazionali (fobie) che potrebbero essere risolte con colloqui mirati. Il suo atteggiamento nei confronti della realtà contingente è improntato ad un dualismo: da un lato aggressività, dall’altro timidezza. La prima per nascondere la seconda. Un soggetto con queste capacità andrebbe continuamente sollecitato ad osservare (ne è capace, ma è una qualità che può svanire, se non tenuta attiva); ad esprimere; a raccontare in modo logico e tranquillo.

Esercizi di respirazione potrebbero essergli utili, nel dare più armonia al suo eloquio e per controllare la sua reattività collerica, a volte esplosiva. DIEGO tende a stancarsi facilmente, soprattutto quando cerca di combattere contro un habitat che non sente pienamente accogliente. Cosa lo fa reagire nel modo peggiore? L’INGIUSTIZIA. Ha un senso morale fortissimo.

Mi scrive Etienne, maschio, anni 13

L’atteggiamento di questo soggetto è prettamente adolescenziale: pieno di contrasti e di dualità contrapponesti: ha, infatti, tratti grafici che indicano sensibilità e bontà di base, insieme (anche nella stessa sequenza di grafemi) ad altri che indicano scontrosità esacerbata. Come scrisse Anna Freud “L’adolescenza è come la schizofrenia, negli adulti. Ma l’adolescenza passa….”

Ecco, dunque, il calvario di ogni coppia che abbia messo al mondo figli che crescono ed arrivano a quella famigerata età che va dagli 11 anni, ai 20, se non di più. Ed il consiglio è sempre lo stesso: non scontrarsi in modo conflittuale. Ricordarsi che le parole dette dal genitore, in caso di litigio, restano come pietre nell’animo dell’adolescente, anche se lui stesso ha detto frasi atroci…che però non debbono essere calcolate come tali. In particolare, l’atteggiamento adolescenziale in generale e di ETIENNE in particolare, si compone di:
– Duttilità mentale in alto grado: ETIENNE è facilitato, per proprio buon funzionamento mentale, nell’apprendimento e nell’accettazione delle nozioni (meglio se improntate ad estetica e ad armonia)
– Gentilezza e bontà d’animo
– Facile adattamento agli ambienti E, come retaggio adolescenziale: – Tendenza a rigettare da sé, senza esame, le altrui idee, con la sensazione che esse vogliano inficiare il proprio orgoglio ed il proprio senso dell’IO (sensazione di schiacciamento del suo crescere, da parte degli adulti)
– Intolleranza aspra di colpe e difetti altrui (i propri non si vedono…)
– Ipersensibilità, con tendenza ad ingigantire il bene ed il male degli accadimenti
– tendenza esasperata a rompere i rapporti, in caso di contrasto o di sensazione di non essere compresi
– diffidenze iniziali morbose, seguite da credulità altrettanto morbosa (amicizie)
– incoerenza
– disagi comportamentali diffusi, per alternanze tra avversioni ed adattamento
– fluttuazione del senso dell’Io: A volte divino e lucido, a volte assolutamente down, con momenti di apatia e pseudo-depressione.

Che fare, allora? Che atteggiamenti tenere di fronte alle di lui reazioni? Pazienza? Sopportazione? Sì, ma con molta COERENZA e FERMEZZA. Ci sono cose che si possono accettare, altre NO. L’educazione deve essere sempre la base della comunicazione. Ad estremi comportamenti reattivi, piuttosto girare le spalle e non controbattere. Dire: “Quando ti è passata, ti parlo di nuovo” e defilarsi, attendendo il mutare del vento…

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Anna Grasso Rossetti
Dopo l'insegnamento mi sono dedicata alla libera professione di: psicologa, perito grafico, esperto del segno presso i Tribunali, docente di psicologia della scrittura, di comunicazione fattiva e tecniche di rilassamento, consulente in Sessuologia, psicologa dello Sport. Sono iscritta al Collegio Lombardo Periti Esperti e Consulenti.

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