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Brescia – Gli animali nell’arte. A loro spetta il ruolo da protagonisti della mostra che Palazzo Martinengo della Provincia di Brescia ha in calendario fino al 9 giugno, nell’ambito di un interessante appuntamento culturale, transitante nell’annuncio che il 2018 passa, in una staffetta temporale, ai fatti del 2019, per l’effettivo verificarsi di tale iniziativa, propria di un vasto assortimento, nella sua ingente valenza artistica ricognitiva di riferimento.

Pittori, anche del calibro di Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto (1698–1767), sono tra gli insigni esponenti dell’arte pittorica che ha avuto, fra l’altro, una diffusa trattazione nell’ambito di una pubblica presentazione d’anteprima, nell’antica chiesa di San Giorgio di Brescia, adibita a sala ricettiva di una platea affacciata all’altare d’un tempo dove i referenti di questa manifestazione espositiva hanno tratteggiato i punti salienti mediante i quali tale proposta può essere percepita.

Quando una ragionata intuizione coglie l’essenza di un’inedita caratterizzazione, lo stesso tema ispiratore si rivela essere motore a traino di un’intera disamina di proporzione, per i rispettivi particolari, attraverso i quali, questa esposizione ricerca il senso significante di una propria distintiva consacrazione.

Sulla falsariga della mostra pregressa, denominata “Il cibo nell’arte. Capolavori dal ‘600 a Warhol”, la natura di quest’ulteriore impegno bresciano, anch’essa attesa nella sede della Provincia di via Musei a Brescia, per il tramite, cioè, dei pezzi d’arte narranti la tematica adottata in una diversa sintesi rappresentativa, è stata spiegata dal curatore della mostra, Davide Dotti, nell’evidenziare le peculiarità di una significativa attrattiva, pure ravvisabile nella grande mobilitazione di una serie di privati e di vari enti, rispettivamente titolari delle opere raffiguranti animali, utili ad essere inserite nel circuito espositivo, per una reale esemplificazione effettiva.

Si tratta di tre secoli di creatività, nella figurazione pittorica zoomorfa, intercorrente tra il Cinquecento ed il Settecento, a sua volta, inserita artisticamente nell’assodato legame con il più disparato retaggio dell’interrelazione fra animali ed umani, con scene, ad esempio, di caccia, ma anche, per tacere di altre, di vedute georgiche, idealmente accarezzanti la sensibilità verso l’epoca classica, con il Rinascimento, ed, in altri casi, anche indugianti nelle penombre del Barocco, in struggenti richiami a quei palpiti inneggianti alle caratteristiche di un periodo che si immedesimava nel solenne appagamento concettuoso del compiacersi, nei particolari del proprio svelamento.

Opera di Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto

L’iniziativa, strutturata in collaborazione con l’associazione culturale “Amici di Palazzo Martinengo”, anche in possibili percorsi tematici, calibrati pensando agli alunni delle scuole, ovvero nell’ottica di potenziali itinerari didattici di specifici contenuti codificati, è intesa in quella mirata visibilità che offre rispettivamente spazio a vari raggruppamenti di animali, individuati in ordine a principali sezioni di riferimento: animali nella pittura sacra; animali nella pittura mitologica; cani; gatti; pesci, rettili e insetti; uccelli; animali della fattoria; scene di caccia; nani e pigmei contro animali ed anche, in altra parte ancora, animali esotici e fantastici.

In un comunicato divulgativo di quest’evento, pure avvallato, nel suo motivo ispiratore costitutivo, dal sostegno espresso in suo favore dal “WWF Italia per la Lombardia”, il presidente della Provincia di Brescia, Samuele Alghisi, ne evidenzia, fra l’altro, gli aspetti, spiegando che: “(…) Un percorso espositivo che permetterà di comprendere simboli e significati legati alla presenza degli animali nella pittura antica, tra sacro e mitologico, mettendo in evidenza la creatività degli artisti. La Provincia continua a incentivare la cultura sul territorio bresciano e credo che la genialità di Davide Dotti, unita alla professionalità dell’Associazione Amici di Palazzo Martinengo, sia una base solida per continuare a creare eventi di grande spessore, in grado di richiamare a Brescia un grande numero di visitatori provenienti da diverse parti d’Italia. Mi preme ricordare a questo proposito che il Dipartimento di Scienze Naturali dell’Università di Pisa studierà le opere selezionate per ricavare preziose informazioni scientifiche sulle razze antiche e la loro evoluzione nel tempo. (…)”.

(Immagine di copertina. Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto –“Vecchio Carlino”)

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