Bussolengo, Verona – Se ne è andato Silver, il lemure vari bianconero che fu Gerald Durrell in persona – lo scrittore, l’amato autore de “La mia famiglia e altri animali” –  ad affidare alle cure di Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva di Bussolengo.

A 32 anni era l’esemplare più anziano d’Europa, criticamente minacciato d’estinzione, esponente di una famiglia – quella dei lemuri – tanto in pericolo che già sul finire degli anni ’50 il famoso scrittore zoologo dedicò alla sua conservazione una grande area sull’isola di Jersey, nel canale della Manica.

Proprio lì nacque Silver a maggio del 1988, prima di approdare in Italia all’età di 4 anni. E a margine della sua lunga vita, può dirsi compiuta la sua missione di mantenere vivo il patrimonio genetico che in Madagascar è in drammatico declino a causa della distruzione delle foreste.

E’ Delphine Roullet, coordinatore europeo di questa specie nei parchi zoologici della European Association of Zoos and Aquaria, a fare il punto sull’eredità di Silver.

“Questo lemure lascia una discendenza di 81 individui, che si snodano per 4 generazioni: 38 di essi ancora abitano i parchi zoologici di tutta Europa mentre i suoi figli diretti sono stati ben 15”.

Aggiunge Caterina Spiezio, responsabile del settore ricerca e conservazione del Parco Natura Viva: “Due dei suoi figli hanno abitato con lui fino all’ultimo nella piana del Safari, ma Silver ha sempre goduto di un gran rispetto da parte di tutti gli esemplari.

Fino alla fine ha trascorso le giornate così come era abituato a fare, tra lunghi bagni di sole e qualche piccola acrobazia tra un ramo e l’altro. Tra tutti i modi di gestire un gruppo, lui aveva forse trovato il migliore: era difficile vederlo prender parte ai litigi ed era sempre pronto a ristabilire l’equilibrio con il grooming o iniziando a vocalizzare”.

Per una tra le oltre 100 specie di lemuri, l’eredità di Silver segna la speranza di non scomparire per sempre: minacciata in Madagascar da continui assalti e distruzioni delle foreste, il contingente europeo diventa l’unica via di salvezza di fronte all’aumentare del livello di minaccia.

I compagni di Silver, gli altri primati, tutti i mammiferi, i rettili e gli uccelli che vivono al Parco Natura Viva per offrire una speranza alle proprie specie assediate dall’avidità umana, sono oggi messi a dura prova.

Come loro, venticinque progetti di conservazione delle specie in via di estinzione, quattro progetti di reintroduzione in natura di specie estinte in molte aree d’Europa e una produzione scientifica che supera le trenta pubblicazioni in sei anni, subiscono forte le scosse della pandemia.

Duma – @Parco Natura Viva

Così Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva di Bussolengo: “La chiusura del Parco Natura Viva iniziata il 26 ottobre è certamente un altro duro colpo alla sostenibilità economica di una struttura già gravemente segnata dal lockdown primaverile.

Nessun ristoro economico ad eccezione della cassa integrazione è stato concesso fino ad oggi. La chiusura autunnale di un parco all’aria aperta mentre musei e centri commerciali restavano regolarmente aperti, è stata difficile da comprendere; il centralino è stato investito di chiamate di un pubblico smarrito e confuso a cui non sapevamo dare spiegazioni essendo il DPCM non di facile interpretazione.

Abbiamo con rispetto seguito l’ordine di “sospensione dell’attività” pur sapendo che un parco zoologico non può sospendere la cura e gestione di un patrimonio zoologico di cui è custode e non propietario.

Il nostro pubblico durante l’apertura ha sempre dimostrato affetto e assidua partecipazione offrendoci una grande speranza di ripresa. Auspichiamo che il governo includa il Parco tra i beneficiari del Dl Ristori, in caso contrario sarà davvero difficile fare fronte ad una stagione che è da considerare estremamente difficile per cause esterne alla nostra volontà”.