Bussolengo, Verona – Quest’oggi, in occasione della Giornata Mondiale del Tapiro, Irene, Rondel e Alba – la famiglia di tapiri sudamericani che vive al Parco Natura Viva – saranno i protagonisti di un virtual talk che verrà trasmesso (non in diretta) su Facebook alle 14:00.

Una buona occasione per continuare il lavoro di sensibilizzazione sulle minacce che vive questa specie e per saperne di più sugli aspetti più particolari.

Perché c’è una minaccia emergente che mette a rischio la sopravvivenza di uno dei più antichi animali che calpesti le foreste tropicali sudamericane: oltre il bracconaggio e la contaminazione da pesticidi dei suoli che abita, la frammentazione dell’habitat naturale ha portato il tapiro di pianura sempre più in contatto con strade a scorrimento veloce che negli ultimi anni, sono state la causa della morte per incidente stradale di molti esemplari.

I tapiri e le angurie @RegaioliParcoNaturaViva
I tapiri e le angurie @RegaioliParcoNaturaViva

A darne notizia nella Giornata Mondiale del Tapiro è proprio il Parco Natura Viva di Bussolengo che con Alba, Irene e Rondel inseriti nello European Endangered Species Program, supporta il lavoro in campo di Patricia Medici, la più grande conservazionista di questa specie attualmente in attività.

“Sto contribuendo a salvare il tapiro o ne sto solo documentando l’estinzione?” si chiede la ricercatrice oggi, mentre lavora da casa all’elaborazione dell’ultima raccolta dati che insieme al suo team, era riuscita a portare a termine a Morro do Diabo, nell’Atlantic Forest brasiliana, prima del lockdown.

Tapiro al bagno @GiorgioCortese
Tapiro al bagno @GiorgioCortese

“La conservazione al tempo del Coronavirus non si ferma”, spiega Caterina Spiezio, responsabile del settore ricerca e conservazione del Parco Natura Viva di Bussolengo.

“Patricia Medici con i suoi studi in campo, è riuscita a stimare il numero di esemplari vittime di un’autostrada che attraversa per 20 chilometri il parco nazionale Morro do Diabo, nello Stato di Saõ Paolo: in media, ogni anno 6 tapiri perdevano la vita in incidenti con automobili e camion e la previsione sarebbe stata di azzerare nel giro di 40 anni tutta la popolazione vivente in quell’area”.

Mamma Irene con la piccola Ester @ParcoNaturaViva
Mamma Irene con la piccola Ester @ParcoNaturaViva

Così, grazie ad un movimento di opinione pubblica, vennero istallati radar e segnali stradali, che portarono le morti da 6 all’anno a una ogni 3 anni.

Ma il lavoro di tutti non potrà fermarsi qui – ribattezzato “il giardiniere della foresta”, il tapiro è una specie chiave dell’ecosistema forestale che, grazie alle lunghe percorrenze e all’alimentazione erbivora, rappresenta il più efficace fertilizzante naturale in circolazione.

Già “vulnerabile” di estinzione, negli ultimi 30 anni ha subito un declino del 30% e purtroppo, l’andamento non sembra essere quello di un’inversione di tendenza.