Bussolengo, Verona – Prima di parlare di Krai, Zov e Alina, permettetemi una disgressione.

Se amate le tigri, se da ragazzi vi leggevate tutti i romanzi di Salgari, se sognate lo sguardo penetrante di questi meravigliosi felini, c’è un libro che dovete assolutamente leggere: La tigre, pubblicato da Einaudi una decina di anni fa, scritto da un grande giornalista di viaggi qual è John Vailant.

Leggetelo e fate conoscenza con la tigre più tigre che possa esistere al mondo: quella dell’Amur, estremo oriente russo, penisola del Prjmorie, la Siberia più profonda che si inoltra verso il confine con la Cina. Più di 6mila chilometri da Mosca. Partenza e arrivo della mitica Transiberiana. Terra inospitale, durissima.

Leggetelo questo perché i tre ragazzotti nati da poco al Parco Natura Viva di Bussolengo sono proprio tigrotti siberiani. Che da adulti diventeranno bestioni da 280 chilogrammi, i due maschietti, sui 180-200 Alina.

Tanto per dare un’idea, quando nel salgariano “Le due tigri”, Sandokan, la Tigre della Malesia, si scontra con Suyodhana, la Tigre dell’India, per quest’ultimo non c’è scampo.

Ma se la Tigre della Malesia o entrambe avessero incrociato il passo con la tigre siberiana dell’Amur il loro destino sarebbe stato inesorabilmente segnato.

La tigre siberiana è, infatti, uno dei più letali e formidabili predatori del pianeta oltre ad essere uno dei più affascinanti felini esistenti.

Krai, Zov e Alina, che hanno compiuto un mese e mezzo, sono figli di Luva e di Botsman, arrivato da poco al Parco Natura Viva.

Ancora custoditi dalla mamma nella discrezione della loro tana (non li si potranno vedere fino al compimento dei 3 mesi) , i piccoli – che non nascevano in Italia dal 2004 – sono costantemente monitorati dalle telecamere di sorveglianza e già ispezionati da due visite veterinarie.

Dati alla mano, spiegano al Parco, si tratta di una nascita preziosa per la conservazione delle specie a rischio e per questo inserita nel programma europeo delle specie minacciate.

In meno di 500 sopravvivono nelle foreste dell’estremo oriente russo, mentre il bracconaggio e il commercio illegale di parti del loro corpo per gli usi della medicina tradizionale li stanno relegando ad un areale che corrisponde a quello del fiume Amur.

Mamma Luva
Mamma Luva

Compresi i tre nuovi nati al Parco Natura Viva, i parchi zoologici d’Europa ne contano 260, depositari di un patrimonio genetico unico che celebra il lieto evento proprio nella Giornata Mondiale della Tigre che cade il 29 luglio.

“Due maschi e una femminuccia, sono stati vaccinati e pesati – spiega Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva – godono di ottima salute e il più grandicello ha ormai raggiunto i 10 chilogrammi”.

Papà Botsman
Papà Botsman

Luva, dopo un parto durato tutta la notte dello scorso 3 giugno, si sta rivelando una mamma attenta ed equilibrata: li lecca e li allatta quando è necessario e per tutta risposta, mentre i due maschietti trascorrono il tempo giocando alla lotta, la femminuccia la segue costantemente imitandone il comportamento.

“Il debutto ufficiale – prosegue Avesani Zaborra – è previsto al compimento dei 3 mesi quando, secondo le linee guida dell’Associazione Europea degli Zoo e degli Acquari, i piccoli tigrotti vivranno giornalmente anche il reparto esterno e saranno visibili al pubblico”.

Per il primo incontro con il papà invece dovranno attendere ancora un po’.

 

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