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La natura che parla alla macchina fotografica – scrive Walter Benjamin – è una natura diversa da quella che parla all’occhio; diversa specialmente per questo, che al posto di uno spazio elaborato consapevolmente dall’uomo, c’è uno spazio elaborato inconsciamente”.

Fratelli Alinari – Scimmia su una scala – anno 1910

Cisano di San Felice del Benaco (Brescia) – Negli spazi di Palazzo Cominelli saranno esposte una cinquantina di fotografie storiche che si propongono di creare un viaggio bizzarro e sorprendente tra l’eleganza dell’architettura e la bellezza inconsueta del mondo animale attraverso un secolo di scatti dell’Archivio Alinari. L’esposizione nasce da un rinnovato incontro tra la Fondazione Raffaele Cominelli e il prestigioso Archivio fotografico Alinari di Firenze.

Per la mostra “AnimAlinari” – curata da Rosanna Padrini Dolcini e Nicola Rocchi per la Fondazione Cominelli con Rita Scartoni e Anna Luccarini per Alinari – è stato possibile attingere direttamente allo straordinario patrimonio raccolto a partire dal 1852 dalla società fiorentina, operando in questo caso una selezione fondata su una chiave di lettura insolita, più allusiva e poetica che vocata ad una razionalità ordinatrice.

Fratelli Alinari - Modella 1902
Fratelli Alinari – Modella 1902

Sono esposte 50 fotografie, realizzate entro un arco temporale che va dal 1865 al 1981. Ne sono autori, oltre agli stessi Alinari, molti importanti studi fotografici italiani del secolo scorso i cui archivi sono confluiti a Firenze. La mostra è stata suddivisa in sezioni, ognuna delle quali fa capo all’immagine di un animale, scattata – nella maggior parte dei casi – in studio davanti a un fondale neutro, con una scelta che produce oggi un effetto insolito di straniamento. Dalla fotografia “capofila” discendono, per associazione, le successive: con l’intento di evidenziare affinità non soltanto evocative ma anche tecniche, come ben chiariscono nel testo in catalogo Anna Luccarini e Rita Scartoni, che per conto di Alinari hanno collaborato con partecipazione e competenza alla scelta degli scatti inclusi in mostra.

Studio Villani SMI - Operaio tra tubi di metallo all'interno di uno stabilimento metallurgico della ditta - 20 marzo 1963
Studio Villani SMI – Operaio tra tubi di metallo all’interno di uno stabilimento metallurgico della ditta – 20 marzo 1963

Procedendo per vie inconsce può così avvenire che, partendo dall’immagine di una coppia di pony scattata a inizio Novecento, sia possibile risalire all’indietro, fino ai primi esperimenti ottocenteschi di fotografie stereoscopiche; e quindi scavalcare il secolo per ritrovare, in un’ispirata inquadratura del 1981 di Filiberto Pittini, soltanto le ombre di quella lontana coppia proiettate su un muro. Oppure può accadere che un uomo tranquillamente inginocchiato in un intrico inquietante di alligatori e caimani, ripreso intorno al 1915, trovi la sua eco, nei primi anni Sessanta, nell’operaio che lo Studio Villani ritrae solitario all’interno di uno stabilimento metallurgico, tra tubi in metallo scintillanti di luce.

La mostra propone molti altri accostamenti, invitando i visitatori a completare con la fantasia gli ellittici percorsi tra architetture, ritratti, fotografie di moda e industriali, e proponendo allo stesso tempo un sintetico colpo d’occhio sulla qualità dell’arte fotografica italiana novecentesca. Una piccola selezione, dedicata al fotografo Luigi Leoni, accosta infine le vite degli umani a quelle di animali per lo più selvatici, addomesticati in fondo illusoriamente: così come è impossibile incatenare il potere evocativo della fotografia.

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