Brescia. Minima Teatro, dopo aver inaugurato a settembre 2019 la manifestazione “Open Theatre Festival” all’arena Parco Castelli di Brescia, torna dal 27 al 30 agosto nella stessa sede con una versione più snella del progetto, rimodulato in forza delle restrizioni imposte delle normative vigenti per il Covid19.

Nell’ambito del palinsesto Brescia d’Estate, Minima Teatro presenta quest’anno una versione speciale di “Antigone”. Uno spettacolo che costituisce quasi un unicum nel panorama dell’offerta teatrale cittadina di questi ultimi mesi, poiché in un contesto di proposte prevalentemente monologhi che o con un massimo di 3 attori sul palco, qui ritroveremo un’opera ambiziosa, con 7 attori e una scenografia rilevante.

Il festival Open Theatre nasce con lo scopo di aggregare la popolazione di Brescia e provincia in un luogo aperto, in un crocevia tra il teatro inglese e l’esperienza conviviale. Nella prima edizione  Minima Teatro aveva portato in scena, con la complicità  di compagnie ospiti come Atir, Escape Project, Teatribù e le stand up comedy Bresciana, ben 40 artisti per 5 serate.

“La messa in scena di Antigone rappresenta per noi un momento importante” sottolinea Fabio Boverio, direttore artistico di Minima Teatro “che ricorda, prima di tutto a noi stessi, che con un progetto chiaro e lavorando seriamente anche gli ostacoli più difficili si possono superare. Come individui, attori e centro di formazione professionale abbiamo voluto dimostrare che è possibile non abbattersi, che  si può continuare a creare spettacoli e dare soddisfazione a quel desiderio profondo di incontro dal vivo col pubblico”.

Ma per fare questo era necessario trovare storie importanti che si potessero raccontare all’aperto, in grandi spazi che avrebbero fatto sentire normale e necessario quel “metro di distanza” imposto delle normative di sicurezza. “E allora abbiamo deciso di guardare al Teatro Greco, scritto e pensato per teatri morfologicamente simili all’Arena del Parco Castelli – spiega ancora Boverio – E tra le opere antiche, complice anche il fatto che da anni tenevo il progetto nel cassetto pronto per essere allestito, abbiamo scelto di raccontare la storia di Antigone. Ma ancora non ci bastava: il linguaggio di Sofocle era troppo duro e diretto, quasi scarno e a tratti privo di sensibilità contemporanea, proprio quella che ha tramandato la vicenda, trasformandola in mito. Allora abbiamo deciso di accostarci anche all’Antigone nella versione di Jean Anouilh (1943)”.Ne è nato un testo originale e quindi uno spettacolo che ha debuttato a Ome il 29 luglio e che si fa portatore della cifra stilistica della compagnia, rappresentata da una forte fisicità e da un taglio cinematografico e ritmato, che in questa occasione si spinge perfino a un meccanismo di flashback, con la delicatezza della contemporaneità linguistica e politica, non tralasciando le immagini e la forza dell’opera greca della quale ha conservato numerosi passi.

Non è stato facile arrivare a compimento di questo progetto, con il suo portato di difficoltà organizzative e anche economiche dettate dal momento, ma il risultato è uno spettacolo unico che ci auguriamo possa riunire un largo pubblico ad ogni replica, nel segno di una storia immortale da raccontare e da seguire sotto le stelle.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.