Cremona – Strano ma con tanta fede: sono queste le caratteristiche di uno strano personaggio, Antonio Anelli che, grazie all’amico e compaesano Marcello, tra gli addetti alla biglietteria del Battistero, ho avuto modo di conoscere meglio e da questa conoscenza ricavarne il titolo più adatto.

Andando in centro a Cremona è quasi una tappa fissa, andare in piazza Duomo a salutare Marcello e, proprio nel pomeriggio di giovedì 26 ottobre davanti al bellissimo monumento, era parcheggiata una strana bicicletta e, avendo al seguito la mia macchina fotografica è stato inevitabile fissare subito l’immagine.

Ma era però anche necessario saperne di più, era forse di qualche turista straniero arrivato da chissà dove in visita ai monumenti che fanno da cornice alla nostra bellissima piazza Duomo? Nel frattempo si avvicina un signore in tuta mimetica, che precisa di essere un cremonese, divorziato e padre di tre figli, oggi pensionato dopo anni di lavoro all’estero e di essere proprietario della KTM a pedalata assistita.

Antonio AnelliCon questo mezzo, ha precisato lo stesso, ha fatto in tre anni il giro del mondo e mi mostra, tra gli accessori del mezzo, un contachilometri che indica 62.986 chilometri. Ma il fatto è, precisa Marcello, che tutti questi chilometri li ha fatti percorrendo in lungo e in largo il nostro territorio, tra le sue mete preferite i Santuari, avendo trovato probabilmente nella fede un aiuto a superare le problematiche che l’hanno duramente toccato.

Prima, anche con una bicicletta normale, girava già sul territorio e andava spesso a Caravaggio, a prendere l’acqua benedetta da portare a chi ne aveva bisogno e spesso, mi dicevano i Parroci che rientravano da quel Santuario, l’avevano visto sulla strada, nonostante un caldo tremendo. Superato qualche problema iniziale con le nuove suore che, non conoscendo il personaggio si erano un po’ preoccupate, ogni mattina alle sette è davanti alla chiesa di San Sigismondo, in attesa dell’apertura, per la prima preghiera della giornata. L’incontro con Antonio si conclude con l’inevitabile foto e tra le bandiere attaccate alla biciclettta, da buon Cremonese, giustamente, era inevitabile spuntasse anche quella grigiorossa.