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Gattatico, Reggio Emilia. Nell’ambito delle iniziative per i 20 anni del Festival Teatrale di Resistenza, promosso da Istituto Alcide Cervi in collaborazione con Cooperativa Boorea, Babilonia Teatri, formazione tra le più significative del panorama teatrale contemporaneo, Leone d’Argento della Biennale di Venezia nel 2016, arriverà a Casa Cervi per condurre dal 24 al 27 giugno il laboratorio “Antropocene” rivolto a giovani dai 17 ai 25 anni, realizzato in collaborazione con La Corte Ospitale.

Il laboratorio, le cui iscrizioni sono aperte sino al 15 giugno, si svolgerà attraverso un lavoro residenziale di una settimana, finalizzato alla creazione di un’azione teatrale, aperta al pubblico, della durata di 15 minuti, che sarà presentata il 27 giugno.

«Parlare di resistenza oggi. Crediamo che parlare di resistenza abbia sempre grande valore. Che sia nostro dovere farlo – scrivono i Babilonia Teatri – Crediamo anche che non si debba solo parlare di quello che è stato, delle ragioni per cui si è lottato e combattuto, ma sia necessario mettere sempre in relazione le conquiste e le lotte passate col nostro presente e col nostro futuro. Crediamo che oggi più che mai sia necessario continuare a resistere. Per poter esistere domani. Viviamo un periodo storico complesso, inedito, contraddittorio. Dobbiamo resistere per rinascere.

Per risorgere. Per rifondare. Dobbiamo con tutte le forze continuare ad essere resilienti, per non essere schiacciati dal presente, ma trovare la strada per immaginare il futuro. Per desiderarlo. Per costruirlo. Vorremmo condividere questi pensieri con un gruppo di giovani perché prendano la loro forma, la loro forza, la loro indolenza e la loro determinazione, la loro coscienza e la loro incoscienza. I loro slanci e le loro paure. Che sono anche le nostre. 

Vorremmo che fossero i loro occhi a tracciare una possibile linea in grado di unire resistenza e futuro. Che fossero loro a raccontarci se questa linea esiste. Se si è interrotta e dove. Se è necessario costruire un ponte per giungere dall’altra parte. O un tunnel. O un’autostrada. O una barca a remi. Vorrei che fossero loro a dirci se abbiamo bisogno di una buona connessione e di una buona relazione. Se abbiamo bisogno di tutto questo insieme. Se abbiamo bisogno di ricostruire una comunità e quale».

I fondatori del gruppo, Enrico Castellani e Valeria Raimondi, drammaturghi, autori, registi e attori della Compagnia con sede a Oppeano (Verona), compongono drammaturgie dall’incedere unico, una sorta di litanie scolpite nelle contraddizioni dell’oggi, portate in scena con attitudine ribelle. Hanno indagato, con un linguaggio definito pop, rock, punk, diverse angolazioni della vita di provincia, cristallizzandola come microcosmo di un dolore universale, affrontato con coraggio dissacrante. Coraggio che è valso al gruppo numerosi riconoscimenti tra cui nel 2016 il prestigioso Leone d’Argento della Biennale di Venezia. Uno sguardo irriverente e divergente sull’oggi che mostra i nervi scoperti del nostro tempo per uno stile fuori dagli schemi che intende il teatro come specchio della società e della realtà. Attraverso l’uso di nuovi codici visuali e linguistici, esprime la necessità e l’urgenza dell’interrogazione, per far emergere conflitti e tensioni, con ironia e cinismo, affetto e indignazione.