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Volontari nei musei e nelle biblioteche, nei parchi e nei giardini di città e paesi, nelle isole ecologiche dove si fa la raccolta differenziata, davanti alle scuole.

Sono 15 mila gli anziani coinvolti come “nonni amici” nelle attività Auser di “Volontariato Civico”. Lo dice il primo bilancio sociale dell’associazione per l’invecchiamento attivo. Sono state oltre 2.822.000 le ore di volontariato svolte in questo settore insieme a 451 associazioni. La regione che esprime più volontari in questo ambito è l’Emilia Romagna con 7.713 volontari, seguita dalla Lombardia (2058) dalla Toscana (1511) e dal Veneto (1.058).

Apprendimento permanente: cresce tra gli anziani il piacere di conoscere. Il rapporto dell’associazione sottolinea inoltre che cresce tra gli anziani anche la voglia di apprendere.

Sono 453 le Università popolari e i circoli culturali Auser diffusi in tutto il Paese che hanno coinvolto 111.820 partecipanti. Le iniziative culturali sono state 6.691, soprattutto corsi (2.406) e conferenze (2.733) seguite dalle visite culturali (1.285) e da altre iniziative. I volontari impegnati in questo settore sono 5 mila di questi ben il 61,39 per cento è rappresentato dalle donne. Le ore di volontariato sviluppate in un anno sono 241.000.

“Siamo il Paese dove l’educazione permanente è ancora molto sottovalutata, solo il 6,6 per cento dei cittadini risulta partecipare a questo tipo di attività, nonostante l’Unione Europea abbia fissato come obiettivo il 15% da raggiungere entro il 2020 – sottolinea l’associazione –. L’Auser porta avanti la sua sfida di offrire a tanti adulti occasioni di educazione continua per seguitare a vivere da protagonisti in una società che cambia velocemente, nella quale crescono diseguaglianze e rischi di esclusione sociale per le fasce economicamente più deboli e con basso livello d’istruzione”.

Boom di gite: aumenta il turismo culturale degli anziani. Sono quasi 85.000 le persone che hanno partecipato alle 8.077 iniziative di turismo sociale e culturale promosse dall’Auser.

La maggior parte, il 65 per cento, è costituito da donne. Le piccole gite da uno a tre giorni, sostenibili economicamente anche dai pensionati con scarso reddito, vanno per la maggiore: costituiscono infatti circa la metà di tutte le iniziative turistiche (4.270), seguite dai soggiorni climatici e cure termali (3.411).

I viaggi organizzati di durata più lunga sono stati invece 392. Le associazioni attive nel settore del turismo sociale sono 540, i volontari impegnati 2.953 di cui donne 1.659 (56,20 per cento), per un totale di 125.260 ore di volontariato.

Ballo, gioco e tante attività per sconfiggere la solitudine. Il rapporto sottolinea che le attività ricreative e per il tempo libero nell’ambito della promozione sociale promosse dall’Auser sono uno degli elementi di prevenzione della fragilità e dell’isolamento sociale degli anziani.

Lo dicono anche i numeri: sono 1 milione 781.277 partecipazioni registrate nel corso dell’anno. I soci coinvolti sono stati 60.767, tantissime le donne: il 60,22 per cento. Le associazioni impegnate sono 688, i volontari 10.183 di cui oltre la metà (53,50%) donne, 730.636 le ore di volontariato.

Oltre 200 progetti a sostegno degli immigrati. L’Auser promuove attività di solidarietà internazionale attraverso una rete di 128 associazioni e 953 volontari di cui il 68,7% donne.

Nel corso del 2013 sono stati avviati 205 progetti. Tra questi spicca l’ impegno con il popolo Saharawi che rappresenta un dato consolidato dell’attività. L’Auser è intervenuta con progetti anche in Libano, Burkina Faso, Etiopia, Congo, Kossovo, Perù, Bolivia, Colombia, Kenya, Nigeria, Palestina, Albania, Romania, Brasile, Serbia, Moldova.

E’ intervenuta inoltre in situazioni di emergenza umanitaria nello Sri Lanka, in India, Iraq, ad Haiti, in Afghanistan ed in Birmania.

In tutto sono 131 le associazioni Auser impegnate in iniziative a sostegno degli immigrati: insegnamento della lingua, attività di sostegno e di orientamento, iniziative di scambio culturale. I volontari impegnati sono 775 per la maggior parte donne (il 85,81%) e le ore di volontariato 53.388.

Tra le esperienze in questo campo c’è l’ambulatorio della solidarietà, Senza Confini, nato nel maggio 2010 a Cosenza insieme a un gruppo di medici volontari.

L’intento era quello di fornire assistenza sanitaria di base e specialistica a quella fascia di popolazione migrante esclusa dal diritto di iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale, quindi privi di assistenza medica. L’ambulatorio, operante all’interno della sede Auser di Cosenza, garantisce prestazioni mediche di base e specialistiche, compreso un gabinetto dentistico completamente attrezzato.

Oltre ai migranti e ai Rom, sono i cittadini italiani che vivono in stato di difficoltà a rivolgersi all’ambulatorio. Alla fine del 2014, sono state assistite diverse migliaia di persone per un totale di oltre ottomila prestazioni.