Parma – Il Circolo Fotografico “FotograficamOnte” organizza un workshop fotografico dedicato alla ricerca del bianco. Sabato 4 e domenica 5 Marzo, accompagnati da Andrea Greci – noto e bravo fotografo, alpinista ed autore prolifico – il gruppo sarà invitato a cercare una lettura diversa ed inusuale dell’Appennino, e i motivi sono tanti.

Il bianco, innanzitutto. Grazie alla neve il paesaggio si trasforma, le forme cambiano e offrono paesaggi sempre diversi e magici: ciò che ci circonda si esprime con curve, giochi di chiaro-scuro e riflessi, di linee di luce. Poi i contrasti: la grafica offerta dai tronchi e dai rami contorti e nudi dei faggi nei boschi e nelle radure, lo sfondo quasi regolare dell’alternanza degli strati arenacei del Macigno, scolpiti in creste e pareti dagli antichi ghiacciai.

Già questi sono ottimi motivi per vagabondare lungo il crinale, assaporando l’inverno e il piacere della salita con le ciaspole. Il tempo scorre e in tanti sentono la necessità di fermare quell’attimo di luce o quella geometria con una fotografia, per riprovare quelle sensazioni o solo per ricordare una splendida giornata. Ma non è così facile…. allora si aggiungono motivi nuovi, che insegnino a cogliere l’inquadratura più bella o la luce migliore; e non è solo arte ma “conoscenza”.

Questa è forse la parola chiave che sta portando il Circolo “FotograficamOnte”, recentemente costituito all’interno del CAI Parma e dedicato alla Fotografia di Montagna, a scoprire con occhio nuovo montagne vicine e lontane. Ogni valle, ogni montagna ha un’anima e, con il tempo e il cammino, si può avvicinare e ammirarne le manifestazioni: se da un lato è solo girando tanto (e camminando, dalle Alpi scandinave al fuoco dell’Etna, dal cospetto del M.Bianco alle guglie della Carnia) che ci si arricchisce, dall’altro è necessario anche respirare le stagioni nelle montagne di “casa”, soprattutto l’inverno, la stagione più profonda, quando l’anima di una montagna parla solo con forme e luci.

Quindi il Circolo torna in Appennino, come tornare a casa, ma organizzando una escursione che è consigliabile a tutti: Lago Santo, certo, Marmagna, forse ma forse no: il crinale offre una grande ricchezza di angoli e prospettive che hanno solo bisogno di pazienza e di osservazione, per essere gustati e fotografati.

Questo tipo di escursioni del CAI abbisognano sempre di due giorni, perché non si possono perdere le montagne sotto le stelle ed i momenti migliori sono albe o tramonti, richiedono buoni zaini, che assommano all’attrezzatura escursionistica a quella fotografica, ma le sensazioni che si portano a casa ripagano ampiamente la fatica. E’ comunque prevista la possibilità di partecipare ad una sola giornata.

Difficile stabilire a priori tempi ed itinerari esatti: attraverso vallette e ghiaioni, boschi e laghetti, gli escursionisti fotografi seguiranno con le ciaspole, il mutare delle luci ed i contrasti offerti dalle rocce per arrivare ai gradi spazi del crinale. Prima o poi torneranno nel tepore accogliente del Rifugio Mariotti ma con la tentazione di tornare fuori. Nel bianco.

Iscrizione obbligatoria.