Brescia. Un grande evento in attesa del ritorno della Vittoria Alata in città, sino al 5 aprile prossimo il Museo di Santa Giulia ospita la retrospettiva dedicata a Juan Navarro Baldeweg, uno degli architetti più originali del panorama contemporaneo internazionale.

La mostra, pensata come premessa all’imminente installazione della statua romana della Vittoria Alata nella terza cella del Capitolium, oggetto di uno straordinario progetto di riallestimento da parte dell’architetto e artista spagnolo Juan Navarro Baldeweg, raccoglie un’ampia selezione di opere da lui realizzate, nel corso della sua lunga e intensa carriera, con diversi mezzi espressivi e secondo principi che facilitano la loro comprensione in modo unitario: un poliedrico lavoro che consente di percepire le interazioni e le connessioni tra le varie arti.Sculture, dipinti, progetti architettonici sono il risultato della riflessione di Navarro Baldeweg sulle energie naturali come la luce e la gravità, sul corpo e i processi organici e naturali nella loro doppia manifestazione di creazione e distruzione, alternate secondo il principio di entropia. Le opere esposte rendono accessibile allo spettatore la natura soggiacente grazie alla quale la pittura, la scultura e l’architettura si aprono a principi universali. Appare forte in esse il desiderio di ridurre la realtà complessa in semplici fenomeni, essenziali e trasparenti, nell’intento di rendere visibile l’invisibile o sensibili fenomeni che altrimenti passerebbero inosservati.Gli straordinari spazi architettonici, diventati per l’occasione spazi espositivi – il Coro delle Monache, la Basilica di San Salvatore e la Cripta sottostante –, testimonianze di diversi periodi storici e stili artistici, sembrano complessivamente incarnare il valore atemporale dell’arte. L’opportunità di esporre in questi luoghi, originariamente dedicati al culto, può favorire un sentimento propizio a ricordare non solo il parallelismo, ma anche la frequente simbiosi tra arte, lingua e religione, come ha ben sottolineato lo storico delle religioni e filologo Walter Burkert.

L’iniziativa rientra nel programma delle celebrazioni per la restituzione alla città della Vittoria Alata, la straordinaria scultura romana che, dopo un attento restauro durato due anni presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, ritorna a novembre prossimo per essere collocata nella cella orientale del Capitolium allestita proprio su progetto dell’architetto Navarro Baldeweg.Nel poliedrico lavoro di Navarro Baldeweg, emerge con chiarezza la connessione e il dialogo tra le varie arti e ritornano temi e obiettivi comuni che si intrecciano negli spazi costruiti, nelle sculture e nei grandi quadri. Appare forte il desiderio di ridurre la complessa realtà in fenomeni essenziali e di rendere visibile l’invisibile. Nelle sue installazioni sono da ricercare gli spunti, ma anche gli esiti della ricerca architettonica. Il presupposto concettuale si trasforma nella sua architettura in spazi raffinati e complessi, definiti dalla peculiarità dei materiali utilizzati, dalla loro reazione alla luce e dal rapporto con quello che sta loro attorno.

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