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Brescia. Al Museo di Santa Giulia una mostra per riscoprire la figura di Arnaldo da Brescia, attraverso il maggiore monumento cittadino del XIX secolo. Il 25 marzo inaugura “Arnaldo ritrovato. Odoardo Tabacchi e Antonio Tagliaferri per il Monumento ad Arnaldo da Brescia”, un progetto che nasce dalla collaborazione tra Fondazione Ugo Da Como e Fondazione Brescia Musei, insieme a Fondazione Cab e Associazione Amici dei Musei di Brescia.

L’idea della mostra, che sarà visitabile fino al 23 luglio, è nata dall’occasione della recente acquisizione, da parte della Fondazione Ugo Da Como, di due importanti opere eseguite dallo scultore Odoardo Tabacchi, riferibili al Monumento ad Arnaldo da Brescia: un inedito bozzetto in gesso donato dall’Ambasciatore Antonio Benedetto Spada e una scultura in marmo, acquistata grazie al determinante contributo della Fondazione CAB e dell’Associazione Amici dei Musei di Brescia.

Il progetto ha inoltre coinvolto di due prestigiosi istituti scolastici del territorio bresciano, il Liceo Classico Statale “Arnaldo” di Brescia e il Liceo Classico Statale “G. Bagatta” di Desenzano del Garda. Saranno infatti proprio gli studenti di questi licei a condurre un ricco calendario di visite guidate alla mostra. Inoltre, l’iniziativa si inserisce nell’ambito del folto programma di iniziative nazionali e internazionali per il 500 anniversario della Riforma Protestante.

Già il Senatore Ugo Da Como collocò tra gli arredi della propria casa-museo di Lonato un esemplare dell’Arnaldo ideato da Odoardo Tabacchi, segno tangibile della vicinanza agli ideali liberali di Giuseppe Zanardelli, uno dei più convinti sostenitori della necessità di erigere un monumento ad Arnaldo.

A questi tre oggetti d’arte, si aggiungono altre testimonianze presenti nella Fondazione Ugo Da Como: il nucleo di disegni di Antonio Tagliaferri eseguiti per il progetto del basamento del monumento oltre che per la sua collocazione urbanistica, donati alla Fondazione Ugo Da Como nel 2010 dai discendenti Tagliaferri, e un gruppo di opere a stampa di notevole interesse documentario che attestano la riscoperta della figura di Arnaldo da Brescia tra ‘700 e ‘800.

La mostra approfondisce le vicende che portarono alla realizzazione del più importante monumento bresciano dell’Ottocento, quello dedicato ad Arnaldo. Il percorso è costituito da circa ottanta oggetti tra sculture, libri a stampa, fotografie d’epoca, disegni e dipinti, provenienti dalle Raccolte della Fondazione Ugo Da Como, dalle Civiche Raccolte bresciane, dalle Collezioni del Museo Vela di Ligornetto (Svizzera), da collezioni pubbliche e private.

Dopo una breve introduzione sulla figura storica di Arnaldo da Brescia, il percorso espositivo della mostra “Arnaldo ritrovato” è articolato in quattro sezioni, tre delle quali ospitate nel Museo di Santa Giulia e una presso la Biblioteca Queriniana.

Arnaldo da Brescia (1090 circa – 1155) è stato un protagonista della temperie religiosa del secolo XII. Non ci è giunto alcun suo scritto, né alcuna testimonianza iconografica. Nasce nel territorio della diocesi di Brescia alla fine del secolo XI, in un ambiente animato da predicazioni che sostenevano il ritorno della Chiesa ad un ideale stato di povertà. Nel 1155 trova la morte, a seguito dell’intervento di Federico Barbarossa: impiccato e arso, le sue ceneri vengono disperse nel Tevere.

Durante il periodo della mostra, la domenica pomeriggio, dalle ore 15.30 alle ore 17.00 si terrà un ciclo di conferenze di approfondimento presso la White Room del Museo di Santa Giulia.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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