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Villa Carcina, Val Trompia, Brescia. È il parco di Villa Glisenti ada accogliere l’arena dei burattini di Onofrio, per quattro serate di piccolo teatro, da giovedì 22 a domenica 25 giugno.

Alle ore 21 la baracca del burattinaio è pronta per accogliere piccini e grandi per trasportarli nel magico mondo dei burattini con “Come ci si divertiva un tempo”, il titolo dell’inedita rassegna, proposta dalla compagnia dei burattini di Onofrio. Ogni serata verrà allietata da una differente avventura di Gioppino, per trascorrere una serata con l’artica arte dei burattini.

Quattro sere per quattro spettacoli, tutti diversi, tutti tramandati da generazioni, eredità teatrale della famiglia Onofrio. Giacomo non è che l’ultimo della tradizione, perché anche il padre lo era un burattinaio e così mio nonno, che di nome portava Giacomo, come lui. Ebbe inizio dal nonno  la tradizione di famiglia, ed ebbe inizio per caso.

Nel 1925 nonno Giacomo, trapezista in un circo , venne ricoverato in ospedale,  per far passare un po’ il tempo cominciò ad inscenare alcuni spettacoli dal suo letto di paziente, prendendo a prestito alcuni burattini che le suore tenevano in serbo per intrattenere i bambini. Il suo primo pubblico furono i malati e gli infortunati che dividevano la stanza con nonno Onofrio.

Gli spettacoli in cartellone si avvicinano alla struttura narrativa della fiaba per favorire il coinvolgimento dei bambini. Per molti anni i burattinai hanno fatto divertire intere comunità, aggregando diverse generazioni, dai bambini ai nonni, proponendo, nelle piazze, nelle stalle e nei cortili, spettacoli e rappresentazioni. Negli anni hanno sviluppato sempre più la loro tecnica narrativa e comunicativa. Ancora oggi i burattini hanno una loro validità soprattutto applicabile in campo educativo e pedagogico.

Giacomo Onofrio è a pieno titolo uno dei maggiori eredi dell’arte dei burattini, passione, cultura, dedizione, fantasia e bella dose di allegria, sono la dote ereditata dal padre e dal nonno. Le serate si trasformano coì in un viaggio nelle cultura popolare, la più genuina e reale.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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