Alfianello (Brescia) – È faticoso salutare per sempre un amico. Lo è ancora di più quando l’amico era una persona di così grande valore.

Se ne è andato in punta di piedi lunedì 30 marzo il maestro Tomaso Romano, classe 1921, storico insegnante di Alfianello e scrittore di numerosi volumi dialettali tra cui “…’na quàt paròla dela basa bresana” (1998), “Emusiù e fragransa” (2002), “Alfianello ai suoi bersaglieri di ieri oggi e domani” (2009), “Tradisiù e superstisiù dela basa bresana” (2012), “…’na quàt paròla dela basa bresana” (2013) e l’ebook “Migå töt, ma ‘n pó dè töt” (2014). Molti di questi sono stati pubblicati a cura della Fondazione Dominato Leonense e di Cassa Padana.

Lo ha fatto come sempre nel suo stile, senza far rumore. Le cose belle non fanno mai rumore.

Con la sua passione per il dialetto si è fatto portavoce in questi anni dei sentimenti della tradizione del nostro territorio, promuovendo ricerche e studi al fine di conservare, valorizzare e divulgare quella che lui ha sempre definito una “vera e propria lingua”.

Un uomo del fare, educato ed attento, che ha speso la sua vita per costruire. Sì, costruire. Costruire come si costruisce un puzzle, metafora dell’umanità: un pezzettino alla volta, incastrando con pazienza ogni singolo tassello. Con calma, guardando bene le caratteristiche di tutti i piccoli pezzettini e di come essi si incastravano con gli altri.

Costruire con passione e dedizione. Costruire perché i pezzi di un puzzle sono più belli tutti insieme, invece che da soli. Costruire per ammirare la bellezza del traguardo finale. Costruire con tenacia, soprattutto quando a volte il disegno da compiere sembra difficile da comprendere.

È questo che, con la sua testimonianza di vita, ci ha insegnato: che un passo alla volta, la vita vale la pena di essere vissuta. Che la pazienza è una grande arma per affrontare la vita. Che lo stare insieme e lo spendersi per gli altri sono due buoni motivi per vivere con passione ogni giorno.

Oggi è in viaggio per incontrare quel Dio che ha tanto amato.

Per noi, ora, è il tempo dei ricordi.

Un grande abbraccio, Maestro. Con tanta, tantissima stima e riconoscenza.