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di Ivan Ravanelli

Arrivare a Devoto da Buenos Aires in pullman, dopo quasi otto ore di viaggio, ti dà il tempo di renderti gradualmente conto che ci si sta lasciando dietro lo smog, il caos e le luci del centro città, per immergersi nella sterminata pampa argentina, che il lento incedere del mezzo sulla dritta autostrada ti permette di assaporare.

A destra e a sinistra, lo sguardo si perde dove il grigio delle nuvole ed il verde della pianura, diventano un tutt’uno, sensazione che un viaggio in aereo non ti permette di provare. A devoto ci si trova quasi senza accorgersene, il nulla ad un certo punto lascia spazio a piccole case sparse, che diventano sempre più fitte ed organizzate nelle classiche “cuadras”, formando il paese.

Rispetto alla città qui il tempo sembra scorrere più lentamente, anzi, sembra quasi ad un certo punto essersi fermato, mostrando una faccia dell’Argentina che non si riesce a vivere rimanendo nella capitale. Qui non ci sono luci, non c’è traffico e le case sono quasi tutte basse, su un piano solo, niente a che vedere con gli enormi palazzi di Buenos Aires.

Anche la gente appare subito diversa, più cordiale, accogliente, “alla mano”.
Appena arriviamo nel nostro albergo (forse l’unico del paese), veniamo accolti con entusiasmo, e si capisce subito che questa è una realtà più simile alla nostra rispetto alla città, una realtà di campagna, come campagna è quella da cui veniamo noi, organizzata quasi completamente attorno alla Mutual, che cerca di assicurare servizi sia economici che sociali per l’intera comunità.

Ascoltando e parlando con queste persone, che stanno dando molto per la realizzazione di questi progetti, ci si rende conto di quanto credano in quello che stanno facendo, e questo loro entusiasmo non può che coinvolgerti, dandoti emozioni forti.

Mi rendo conto che quello che si sta realizzando è qualche cosa di importante da tutti i punti di vista, sia economico, sia sociale che politico. Certo i problemi e le difficoltà non mancano e non mancheranno, come non mancano i dubbi da parte di persone che nel tempo hanno perso la fiducia in un certo tipo di sistema.
Però la passione di questa gente, l’emozione che si respira nella sala alla firma dell’accordo, gli occhi lucidi di qualcuno, gli abbracci e le strette di mano, non lasciano dubbi sulla bontà dell’idea che si sta perseguendo, e sul fatto che tutti noi, insieme, possiamo contribuire a realizzarla.

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