Casalmaggiore, Cremona. Dopo una breve pausa invernale riprende a pieno ritmo l’attività del museo Diotti di Casalmaggiore, con due iniziative si apre l’annata ricca di arte e cultura.

La prima è strettamente riservata ai più piccoli e alla loro famiglie: si tratta dell’ottava ediziondiottie del corso di Arte per Gioco, a cura dell’operatrice didattica Luisa Zanacchi, rivolto ai ragazzi d’età compresa fra i 7 e 10 anni. Si terrà il sabato pomeriggio, a partire dal 21 febbraio sino al 23 maggio, 8 incontri il sabato pomeriggio dalle 15,30 alle 17,30. Il corso intende rendere i ragazzi consapevoli della ricchezza culturale che il nostro territorio offre.

Il primo passo consiste nel conoscere le collezioni d’arte e gli spazi espositivi del museo Diotti e della scuola di disegno “Bottoli”. L’osservazione delle opere d’arte differenti per stili e contenuti diventerà poi oggetto di riflessione con i ragazzi e spunto per la loro attività creativa. Il progetto non si propone di insegnare, ma di dare una consapevolezza nuova dell’osservare e del creare, di educare e stimolare alla creatività. Per l’ultimo incontro è prevista la partecipazione delle famiglie. Le iscrizioni saranno accolte in ordine di arrivo, fino ad esaurimento dei posti.

La seconda è una mostra fotografica di Guglielmo Pigozzi, a cura di Valter Rosa, che sarà inaupigozzi 1gurata sabato 28 febbraio alle ore 17.  La mostra, ad ingresso libero, sarà visitabile fino al 22 marzo. Artista mantovano, Guglielmo Pigozzi ha sempre praticato a livello professionale e artistico la fotografia forzandone i limiti tecnici e linguistici, già a partire dalle sue ricerche sulle immagini a luce polarizzata, della fine degli anni Settanta.  I lavori più recenti che saranno esposti in mostra, grandi opere su tela tra fotografia, elaborazione digitale e pittura, costituiscono una ricerca sul paesaggio urbano e industriale contemporaneo dove i luoghi si caricano in senso espressivo e talora drammatico attraverso un’accorta manipolazione di luci e colori.

Tema di fondo è quello della persistenza delle immagini nella memoria, oltre che sulla retina, e delle loro sovrapposizioni: questa la ragione del titolo della mostra “Immagini postume”, un tema che apre a molte riflessioni sulla relazione fra visibile ed invisibile e sul potere delle immagini.

Scrive Valter Rosa: “Tanto il supporto, quanto la manipolazione cromatica e segnica, esaltano le qualità pigozzi 3ambiguamente pittoriche di questi grandi lavori che Pigozzi delimita in qualche caso riproducendo fotograficamente delle cornici dorate, una sottolineatura non priva di ironia. Intravediamo paesaggi industriali, angoli di periferie e fabbriche abbandonate, un campo di grano piegato dal vento, dettagli del selciato stradale e molte altre cose: non vedute, tuttavia, ma stati d’animo e racconti intimi, singolarmente parlanti e allo stesso tempo universali. Uno spazio residuale e narrante come luogo potenziale di accadimenti perturbanti, svuotato però di ogni contingente fatto di cronaca. Fotografie che si guardano quasi ad occhi chiusi, come in un sogno – dipinte coi colori dei sogni – per inoltrarci nel mistero della visibilità e nella relazione inestricabile fra visibile ed invisibile che è la sostanza di ogni immagine, il suo singolare fascino e il suo straordinario potere.”

 

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.