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Leno (Brescia) – Quando ho incontrato i ragazzi del Centro universitario teatrale Opificio della Laba (la Libera accademia delle belle arti, nata a Brescia e con sede anche a Leno), la loro voglia di mettersi in gioco con il teatro mi ha stupito.

M spiega Andrea Compagnoni, 25 anni che “il Cut Opificio è un gruppo di giovani artisti che, travolti dall’irresistibile fascino del teatro, hanno deciso di unire le loro passioni, conoscenze e ambizioni in un progetto che racchiude diversi ambiti artistici. E’ una fabbrica forgiata dall’amicizia e dalla trasparenza dei suoi membri che vogliono lasciare a tutti la piena libertà di espressione.

E’ un punto d’incontro per coloro che credono nel teatro e nella sua forza espressiva, educativa e culturale, promuovendo scambi, rassegne, eventi e attività artistiche. E’ soprattutto speranza: la speranza di far rinascere il teatro, spesso trascurato e sottovalutato nel territorio bresciano, ma con l’ambizione di promuoversi anche a livello nazionale ed internazionale.

L’idea di creare un Centro universitario teatrale è proprio nata da queste idee, da questi valori che rendono vivo questo gruppo appena formato, ma che con la maturità e la volontà di un adulto vuole sognare. Già, Cut opificio probabilmente è nato proprio per questo: per dar vita a un sogno”.

C’è un teatro che rappresenta per voi una fonte d’ispirazione?
Sono molteplici le fonti teatrali a cui possiamo ispirarci. Dall’immortale classico fino al teatro dell’assurdo o contemporaneo. Quello che vorremmo fare è cercare di staccarci il più possibile dalla realizzazione di spettacoli conosciuti, per valorizzare testi, autori e temi poco trattati, trascurati o addirittura sconosciuti.

I teatri stabili che ancora godono di un sostegno statale promuovono spesso spettacoli il più delle volte celebri, portando lo spettatore comune a diffidare di altri testi, magari di grande valore, ma di poca fama. Questo non aiuta a migliorare il teatro a espandersi nella sua totale libertà. Ed è invece una libertà che Cut Opificio si impegna a mantenere e a sviluppare. Per questo motivo non seguiamo una via precisa, ma ci lasciamo ispirare da ciò che più ci aggrada.

Quali sono le produzioni in repertorio e quelle a cui state lavorando?
Essendo un gruppo neofita, il nostro repertorio non è vasto. Abbiamo due spettacoli pronti che, nonostante le difficoltà economiche e sociali, cerchiamo di portare nel territorio bresciano e non.

“L’Orchestra Titanic” di Hristo Boytchev è la storia di quattro barboni che nei loro deliri, sperano di salire su un treno, mischiandosi con la massa che li ha trascurati. L’intervento di un illusionista (non meno particolare) stravolgerà le loro vite, portandoli a una triste verità. “G come solitudine” racchiude due monologhi di Giorgio Gaber tratti dal teatro canzone. I temi riguardano due tipi di solitudine: una legata alla quotidianità e una cosmica.

Per settembre abbiamo diversi testi che vorremmo preparare, tra cui una nostra creazione, “Il nobile e il temperaio”: storia inventata della nascita del temperino. Nel frattempo stiamo
partecipando ad alcuni festival e stiamo organizzando eventi e attività nel territorio del Garda. Vorremmo anche promuovere laboratori, spettacoli e attività per bambini nelle scuole e corsi di teatro estesi a un target ampio.

Come può il teatro avvicinarsi a coloro che ancora lo
percepiscono come una realtà distante?
Noi incentiviamo tutti a partecipare a eventi che possano suggestionare e incuriosire anche coloro che vedono il teatro come qualcosa di esterno e noioso.

Ci piacerebbe proporre percorsi itineranti immersi nei boschi, nei quali lo spettatore potrebbe assistere a piccole performance in mezzo alla natura, stando quindi a contatto con i suoni, i profumi e i benefici che da essa può trarne. Vorremmo trattare temi attuali e coinvolgenti, creando attività o laboratori interattivi utilizzando il teatro come punto di congiunzione.

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Macri Puricelli
Nata e cresciuta a Venezia, oggi vivo in mezzo ai campi trevigiani. Fra cani, gatti, tartarughe, tre cavalle e un'asina. Sono laureata in filosofia e faccio la giornalista da più di trent'anni fra quotidiani e web. Dal 2000 mi occupo della comunicazione on e offline di Cassa Padana Bcc e dallo stesso anno dirigo Popolis. Quanto al resto...ho marito, due figli e tanti tanti animali.

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