Brescia – Nel fascino di plurime pertinenze compositive, le molteplici coniugazioni visive, riconducibili ad alcune intraprendenti generazioni artisticamente operative, sono considerate nel libro dal titolo “Brescia: cronache d’arte, d’artisti e dintorni dal 1945 ad oggi” che, ad un qualificato studio rivolto alle loro realizzazioni stilistiche espressive, poste in relazione con la società da dove sono scaturite, riconduce, attraverso l’evocazione di peculiari ispirazioni creative, la propria funzionale vocazione culturale, grazie ad un agevole formato editoriale, finalizzato a documentarne ed a contestualizzarne le locali formule esclusive.

Come riferisce l’autore, nella persona di Fausto Lorenzi, giornalista e critico d’arte: “Le pagine mantengono lo stile della narrazione rapsodica, del vagabondaggio cronachistico attraverso le stagioni dell’arte a Brescia dal 1945 a oggi, talora dello spillo libellistico – e il procedimento non è sempre strettamente cronologico, è spesso a stop and go e a flashback – ma cercano di essere un filo unico”.

Tre conversazioni dai titoli “Gli anni delle grandi speranze e delle frustrazioni: dal dopoguerra ai Sessanta”, “Gli anni delle nuove illusioni, la ferita della strage, la rabbia e la ricerca di comunità: dal Sessantotto agli Ottanta”, “Gli anni della frantumazione e dello smarrimento, tra locale e globale: dai Novanta a oggi”, rappresentano, complessivamente, l’ossatura delle circa 170 pagine illustrate di questa solida pubblicazione che è divulgata per il tramite di una riuscita edizione promossa dalla “Associazione Artisti Bresciani” di Brescia, nell’ambito della quale, le accennate iniziative d’approfondimento, condensate nello sviluppo della medesima triplice trattazione pubblica, diluita nelle fasi di un partecipato evento, hanno avuto lo spazio utilizzato per i relativi incontri, ottemperati dall’autore stesso del libro in questione, con un vasto seguito d’attenzione.

brescia-cronache-darte-dartisti-e-dintorni-dal-1945-a-oggi_copertinaFra alcuni altri spunti, ulteriormente possibili, per l’approdo a certi riscontri analitici, utili allo svelamento dei poliedrici risvolti di una varietà di elementi caratteristici, sembra che possano profilarsi, nel merito di queste apprezzate dissertazioni esplicative, una serie di diversi messaggi iconografici, contraddistinti da altrettanti linguaggi espressivi, interessati ad una rispettiva potenza immaginativa ed a una personale capacità introspettiva, relativamente alle esperienze individuabili in quegli artisti che sono, tra l’altro, censiti nell’ordinato elenco dell’Indice dei nomi di persona, proposto a fine volume, per la cura di Vasco Frati e di Giuseppina Ragusini, grazie ai quali è pure particolareggiata la possibilità di una correlata consultazione di un “indice Tematico”, corrispondente alle principali argomentazioni sviluppate in questo volume che sono sperimentabili anche nell’apposita parte dedicata alla bibliografia essenziale, stilata, invece, dall’autore.

Seguendo una traccia esplorativa, lungo settanta anni di vicende intrecciate insieme all’arte ed agli artisti di Brescia, nove capitoli sezionano i testi pubblicati attraverso un itinerario assimilato alla percezione dell’andare dei tempi, nel susseguirsi di quei decenni che àncorano all’oggi la somma di una produzione artistica maturata nei professati cardini temporali entro cui questo libro pone i propri interessanti riferimenti: “Gli anni delle grandi speranze e delle frustrazioni”, “Avere tutto il ‘900 in casa, per non volerlo”, “Tra il Romanino e il Pop, la stagione delle nuove illusioni”, “Brescia di Maggio, dalla bomba alla cultura per fare comunità”, “Servizio pubblico, materiali per il Museo della Città”, “Dirigismo pubblico, la politica delle grandi mostre”, “Navigazione a vista tra globale e locale”, “Gli anni della frantumazione e dello smarrimento” e “La diaspora degli artisti, la crisi di un’idea di forma”.

Per il tramite di un’attenzione rivolta al particolare ed, al tempo stesso, al piano di tendenza generale delle trasformazioni avvenute nella società, unitamente all’indotto di aderenze, interagenti con la naturale complessità del tema, nel modo in cui lo stesso irraggiamento di implicanze, a vari livelli, può, pure, apparire legato a realtà ed a confronti fra vertenze culturali diverse, l’autore tratta a proposito delle “vicende dell’arte a Brescia dal ’45 a oggi”, dando interessante forma scritta a tre conversazioni tenute “a braccio presso l’Aab nel maggio del 2015”, nel modo in cui, come, fra l’altro, scrive, il presidente di tale sodalizio di settore, Dino Santina, nella sua presentazione, affidata alle pagine sette, otto e nove del libro: “Un valore aggiunto di questo saggio è proprio la declinazione di fatti, artisti, opere, collezioni, istituzioni colti nella specificità del territorio bresciano, ma raccordati al contesto nazionale e internazionale e proposti con una lettura di sistema che ci fa conoscere strategie e scelte di fondo, proprio per non rimanere in superficie e farci capire non soltanto cosa, ma anche il perchè di queste “Cronache d’arte, d’artisti e dintorni dal 1945 a oggi a Brescia”, il primo tentativo organico di scrivere la storia degli ultimi settant’anni indagata dal punto di vista dell’arte”.