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Casalmaggiore, Cremona. La primavera del Museo Diotti comincia ricordando l’intellettuale casalasco Piero Del Giudice (1940-2018) attraverso una mostra dedicata al lascito d’arte contemporanea che la vedova, prof.ssa Adriana Grippiolo, ha recentemente donato al Museo e che attesta la rete di relazioni umane e intellettuali che Del Giudice costruì attraverso la sua attività di poeta e critico d’arte. Dal 9 al 31 marzo, unaugurazione: sabato 9 marzo alle ore 17.

Le opere esposte rappresentano eloquenti espressioni visive di temi che a lui furono cari e rivelano la stessa propensione a gettare ponti fra le culture, fra est e ovest, che si ritrova in tanti suoi scritti, con una costante ricorrenza dei binomi concettuali di radicamento, radicamento, appartenenza, estraneità, inclusione, esclusione.

Sono presenti autori in gran parte lombardi, ticinesi e slavi, quasi tutti proiettati in una dimensione internazionale e accomunati da una cifra stilistica di realismo critico ed espressivo, dai maestri del cosiddetto Realismo esistenziale, come Giuseppe Guerreschi, Mino Ceretti e Tino Vaglieri, cui lo legò un lungo sodalizio, ai più recenti artisti che furono testimoni della guerra dei Balcani, come Edin Numankadić e Mehemed Zaimović.

Particolarmente significativi, oltre che consistenti, sono i nuclei di dipinti e opere su carta di artisti quali Edmondo Dobrzanski, di cui Piero Del Giudice è stato il maggiore studioso e promotore, Giancarlo Ossola e Renzo Ferrari, senza dimenticare una grande tela di Furio Cavallini, interpreti diversi della “vita agra”, di quel male di vivere segnato dalle lacerazioni e dai conflitti del “secolo breve” che si prolungano sinistramente nel nostro tempo.

Dopo la mostra, le opere entreranno a far parte stabilmente del patrimonio del Museo, aggiungendosi per affinità tematica e di autori a quelle delle donazioni Montaldi-Seelhorst, Coppiardi e Fiameni-Cesari.

Da segnalare che, in omaggio a Piero Del Giudice, alcuni artisti casalaschi da lui particolarmente stimati, quali Gianna Zanafredi e Brunivo Buttarelli, donano personalmente in questa occasione una loro opera al museo. La mostra è curata da Valter Rosa e da Gregorio Taccola, con contributi di Adriana Grippiolo e Guido Sanfilippo.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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