Pescarolo ed Uniti (Cremona) – Si è svolta presso la sede di via Mazzini, e precisamente nella sala del Rattoppo, l’assemblea dei soci dell’importante e conosciuta istituzione culturale collegata al Museo del Lino.

All’ordine del giorno le decisioni da prendere dopo la pubblicazione da parte dell’Amministrazione Comunale della delibera numero 22 del Consiglio Comunale del 20 luglio 2017 che aveva come oggetto, in sintesi, “revoca dal 2018 del pagamento, da parte del comune, delle spese di funzionamento” che in sintesi, precisava la Presidente Stefana Mariotti, significava arrivare alla chiusura del Museo, non essendo lo stesso in grado di provvedere autonomamente.

Un programma” – precisava la stessa – “che ci era già stato preannunciato, dopo le ultime elezioni in un incontro avuto con i nuovi eletti e nel quale ci informavano che ci avrebbero concesso l’uso dei locali per tre anni, poi avremmo dovuto provvedere a renderci autonomi nella gestione“.

Il Museo è il risultato di un iniziativa voluta da Becchi Casimiro, Ferrari Francesco, Marazzi Giuseppe e Marchini Giacomo, con l’obiettivo di salvare i ricordi di un mondo che andava scomparendo. Ai quattro nel tempo si aggiunsero altre persone, e tra questi un buon gruppo di giovani che hanno poi trovato nell’Amministrazione guidata dal Sindaco Corbari Giuseppe la possibilità di dare al Museo una sede idonea.

Da parte dei presenti sono state espresse ipotesi sulle motivazioni che hanno sempre dato adito, da parte delle Amministrazioni Comunali, ad un astio nei confronti dell’Associazione, un comportamento incomprensibile, nonostante il Museo conservi un buon 90% di materiale donato dai Pescarolesi, e nonostante i riconoscimenti che l’Associazione ha avuto dalla Regione e il successo avuto dalle numerose pubblicazioni che sono anche oggetto di interesse da parte di universitari.

Il Direttore Fabrizio Merisi evidenzia come, tra le tante associazioni che operano sul territorio, senza togliere nulla ai loro meriti, evidenzia come il Museo sia stato l’unico a sviluppare una linea culturale attraverso un analisi tra la società di ieri e quella di oggi.

Balzarini ha parlato di un astio incomprensibile e l’incapacità a capire che le nostre radici sono racchiuse nel Museo, ha ricordato i tempi nei quali c’era chi si batteva per sostituire la cultura con le fabbriche. Non è mancato anche un riferimento ai risultati ai quali arriveremo e per i quali, comunque vadano le cose a favore del comune o del Museo, saranno sempre i cittadini a pagare.

Il dibattito ha poi posto un quesito non da poco, ma i cittadini di Pescarolo vogliono il Museo? In merito c’è chi propone un coinvolgimento della stampa per informare su quanto sta succedendo, cercando di capire qual’è l’umore della gente.

Sulle motivazioni all’origine dell’iniziativa del Comune, il consigliere di minoranza Grossi, oltre ad evidenziare le procedure burocratiche per la richiesta di contributi, ritiene comunque l’iniziativa incomprensibile di fronte ad una gestione che non ha problemi di bilancio. Da parte dei volontari, questo comportamento da origine a motivi di stanchezza e sfiducia.

A questo punto Stefana, accertato che il Comune da parte sua ha già coinvolto uno studio legale, propone di votare su cosa fare, gettare la spugna o difenderci. Così, nominati gli scrutatori, che si sono rivelati poi inutili, all’unanimità dei 32 presenti si è deciso di procedere con un ricorso al TAR.