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 Ferrara – La rivoluzione nella ricerca scientifica sulle sindromi atassiche parte da Ferrara grazie alla collaborazione tra Fondazione A.C.A.RE.F e Università degli studi di Ferrara. E con il sostegno attivo di Cassa Padana Bcc.

La Fondazione che si occupa da diversi anni del sostegno ai malati di atassia – una malattia degenerativa rara ed incurabile – finanzierà nei prossimi anni un progetti di ricerca assegnato a una ricercatrice che ha iniziato, proprio in questi giorni, il suo lavoro di ricerca nei laboratori dell’Università, dopo aver vinto un bando di concorso uscito nei mesi scorsi.

Il 27 settembre la ricercatrice è stata presentata nel corso della tavola rotonda “Il futuro della
ricerca sull’atassia – Idee e progetti” durante la quale si sono incontrati ricercatori e rappresentanti
di AISA (Associazione Italiana per la Lotta contro le sindromi atassiche) per parlare di una nuova
direzione per la ricerca sulle sindromi atassiche, anche a livello di sistema di gestione e controllo.

Un’altra rivoluzione promossa dalla Fondazione A.C.A.RE.F che, come afferma il presidente Giampietro Domenicali, vuole dare una vera scossa al sistema ricerca sull’atassia.

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«Questa tavola rotonda – spiega Domenicali – non è stata il consueto incontro tra ricercatori ed esperti per
parlare delle sindromi atassiche e dei progressi che sono stati fatti e che auspichiamo saranno fatti in
futuro proprio a Ferrara.

Abbiamo voluto che questo incontro potesse essere il punto di partenza di una nuova era della ricerca dove le organizzazioni come la nostra ed AISA Ferrara, dettano i tempi e le modalità della ricerca stessa. Si tratta, appunto di una rivoluzione perché vogliamo che ci sia un comitato di controllo, naturalmente non in conflitto di interessi, che detti i tempi della ricerca e verifichi i risultati in maniera costante. Per farlo occorre naturalmente che la ricerca sia continuativa ed è questo l’altro grande obiettivo che ci poniamo, in collaborazione con l’Università di Ferrara.

Tutto – conclude Domenicali – per un fine unico e imprescindibile: fare ricerca in modo trasparente e continuo per arrestare il processo degenerativo della malattia e poi puntare alla cura definitiva».
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