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Le atlete azzurre hanno reso onore all’Italia, nelle Olimpiadi che si sono appena concluse a Tokyo. I loro volti, i loro sorrisi, le fatiche e le medaglie sono sfilati sui nostri schermi.

Ma c’è un diritto che ancora fatica a farsi strada, per queste atlete spesso straordinarie: è il diritto alla maternità.

Per loro in realtà è previsto, dal 2018, un contributo assegnato dall’Ufficio Sport presso la Presidenza del Consiglio (legge n.205 del 27 dicembre 2017), al fine di assicurare all’atleta la continuità retributiva durante il periodo di gravidanza e in quello immediatamente successivo alla nascita dei figli: 1000 euro al mese per un massimo di 10 mensilità.

Ora però la Federazione italiana Pallavolo interviene con un contributo integrativo per le sue atlete, approvato nell’ultima riunione del Consiglio Federale e denominato “La maternità è di tutti”: nel bilancio della Fipav, dal 1° gennaio 2022, un fondo iniziale di 50 mila euro avrà la finalità, nel limite delle risorse individuate, di integrare il contributo statale: una volta che l’atleta sarà stata ammessa al contributo ad opera dell’Ufficio Sport, il fondo della Fipav interverrà con un’integrazione di 500 euro mensili.

“Fin dal giorno del suo insediamento il presidente Giuseppe Manfredi e tutto il Consiglio Federale hanno manifestato l’intenzione di porre rimedio a una tematica sempre più attuale, come dimostra per ultima la vicenda di Lara Lugli”, spiega la Fipav, facendo riferimento alla vicenda dell’atleta che si è vista negare l’ultima mensilità di stipendio del 2019 a causa della maternità e ha ricevuto una citazione in giudizio dalla società in cui giocava.

Il fondo integrativo è una delle iniziative che Fipav metterà in campo nei prossimi mesi: tra queste, iniziative di informazione capillare in favore delle atlete, per far conoscere loro le possibilità e le risorse a loro destinate; convenzioni con strutture pubbliche e associazioni per la tutela della maternità, in modo da predisporre, sia per l’atleta nel corso della gravidanza che per la neo mamma, un percorso personalizzato di assistenza psico-fisica finalizzato al rientro in campo.

Prendendo spunto da questa tematica, il Consiglio Federale ha poi voluto allargare il suo raggio d’azione istituendo la Commissione Pari Opportunità, il cui scopo sarà quello di proporre, elaborare e porre alla attenzione del consiglio interventi e progetti per superare ogni tipo di ostacolo d’ordine economico, sociale, culturale che costituisca qualsiasi forma di discriminazione diretta o indiretta sia per la parità di genere, sia nei confronti delle persone.