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Montichiari (Brescia) – Il Comitato Montichiari Contro Green Hill ha organizzato proprio a Montichiari, il 25 marzo scorso, una conferenza sulla sperimentazione animale per capire se la vivisezione possa essere utile al progresso scientifico.

Il Comitato è costituito da semplici cittadini che vogliono informare, attraverso volantini, banchetti ed eventi pubblici, sulll’esistenza di Green Hill, un’azienda di Montichiari che alleva cani Beagle al solo scopo di venderli ai laboratori di vivisezione.

Spesso gli animalisti, o più semplicemente gli amanti degli animali, sono derisi e considerati sentimentali ed emotivi e quindi non obiettivi, per questo la conferenza era molto interessante. E perché è stato chiesto al Stefano Cagno, medico chirurgo, di illustrare dal punto di vista medico-scientifico sulla vivisezione. Se sia realmente indispensabile e quali ne siano le conseguenze.

Stefano Cagno ha parlato, per ben oltre due ore, alle molte persone che erano presenti spiegando come gli esperimenti sugli animali riguardino l’ambito medico, ma anche prodotti cosmetici, industriali (detersivi, saponi, inchiostri,ecc.), bellici (gas tossici, radiazioni, armi batteriologiche, ecc.), per prove psicologiche comportamentali, oppure qualsiasi altro esperimento che permetta al ricercatore di raggiungere una qualsiasi “cognizione scientifica”.

L’anestesia non viene sempre praticata e spesso dura solo una parte dell’esperimento. In ogni caso la sofferenza per gli animali comincia già negli stabulari dei laboratori. La vivisezione viene applicata a cani, scimmie, cavie, topi, ratti, gatti, maiali, conigli, cavalli, asini, capre, uccelli, rane, pesci e ogni specie vivente di animali che vengono mutilati, avvelenati, accecati, affamati, bruciati, ghiacciati, schiacciati, decerebrati, ustionati e infettati con malattie, assoggettandoli a stress, shock e sofferenza senza limite.

I fautori della sperimentazione animale ritengono che sia indispensabile per il progresso scientifico e pertanto le presunte ricadute positive sulla specie umana risolverebbero ogni questione etica morale. Con dati alla mano Cagno ha evidenziato come ogni specie animale presenti una particolare anatomia, fisiologia, genetica e biochimica.

Pertanto ciò che può risultare curativo per un animale, può essere tossico per gli esseri umani e viceversa. Ad esempio la penicillina è tossica per le cavie, ma curativa per la nostra specie; i conigli esposti in maniera costante al fumo di sigaretta non contraggono mai il cancro ai polmoni, mentre è un dato di fatto ormai che il fumo provoca il cancro nell’uomo; il Talidomide è un sedativo che in passato è stato somministrato alle donne in gravidanza causando la nascita di oltre 10.000 bambini malformati, mentre nelle cavie non ha causato questo tipo di conseguenza.

Gli animali sono così diversi dall’uomo che quello che si verifica nell’animale può essere simile a quello che avviene nell’uomo, leggermente diverso, completamente diverso o totalmente opposto. Non esiste alcuna somiglianza tra le malattie che insorgono spontaneamente nell’uomo e quelle indotte artificialmente negli animali.

I meccanismi con cui si sviluppa una malattia differiscono da specie a specie e gli animali, che vivono in condizioni innaturali, sono quindi notevolmente stressati. Lo stress è una variabile in grado di modificare anche il funzionamento biologico degli animali.

Inoltre i ricercatori utilizzano preferibilmente cavie, topi e cani anche se condividono con l’uomo molti meno cromosomi, ma per motivi logistici e pratici vengono preferite specie animali di piccole dimensioni e facilmente reperibili, mentre ad esempio le scimmie che condividono con noi un maggiore patrimonio biologico, presentano difficoltà di reperimento e di contenimento che ovviamente si ripercuotono sull’aspetto economico.

Infine la sperimentazione animale permette più facili carriere universitarie: un ricercatore che voglia intraprendere una carriera universitaria avrà la strada più semplice se potrà vantare molte pubblicazioni su riviste scientifiche. E la vivisezione consente in poco tempo la pubblicazione di molte ricerche.

Il medico ha spiegato come, lui che è specializzato in psichiatria, nella sua professione sia costretto ad utilizzate farmaci sperimentati sugli animali, ma di non considerarsi un ipocrita in quando non è messo in condizioni di poter scegliere la terapia migliore per i propri pazienti che non contenga farmaci non testati su animali, in quanto tutte le case farmaceutiche effettuano la vivisezione.

Invece ogni cittadino può fare una scelta e può preferire cosmetici, detersivi, prodotti per l’igiene, alimenti per animali che siano cruelty-free, ossia non testati sugli animali.  Sul sito della Lav sono disponibili elenchi di marche cruelty-free.

Il mio lato razionale è stato molto soddisfatto della serata e della conferenza.  Il mio lato emotivo è stato molto sollecitato e messo a dura prova da alcune persone della platea: non solo da quelle che hanno portato con sé i propri amici-cani, che non mi sembravano essere perfettamente a loro agio in una sala affollata e rumorosa, ma soprattutto da chi si è tranquillamente presentato con giacche, giubbotti e borse di cuoio, pelle e quant’altro.

A mio parere non mi è sembrato coerente scegliere di vestirsi di pelle animale: è come andare ad un incontro pacifista con una pistola in mano. Ciascuno ha la propria idea ed è facile provare compassione con un cucciolo maltrattato, più difficile fare scelte concrete, coerenti e quotidiane con le proprie idee.

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Cristina Casali
Sono nata a Cremona, adesso abito a Gambara, ma il mio cuore sarà sempre cremonese. Lavoro in banca da 18 anni quasi.Laureata in Scienze Giuridiche. Sono vegana. Passioni tante, in particolare per la musica (dagli anni '40 in poi), viaggi, libri e cinema. Vivo con due amici pelosi, due cani, Dior e Chicco.

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