Brescia. La redazione di Popolis si aggiunge allo sdegno per l’atto vandalico alla “Panchina Rossa” simbolo contro la violenza sulle donne, appena inaugurata, già “violentata”. Adottata dall’Associazione Montessori di Brescia pochi giorni fa, vedi articolo Popolis.

“Grave gesto vandalico compiuto da ignoti. Staccata e gettata a terra la targa apposta mercoledì scorso sulla panchina rossa, adottata da Associazione Montessori con il sostegno del Comune, per il contrasto alla violenza sulle donne. Unanime il biasimo e il rammarico da parte dell’Amministrazione comunale.” Di chiara l’associazione Montessori.

Voleva essere una panchina per riflettere e per non dimenticare le donne vittime di violenza, la panchina rossa di Piazza Oriana Fallaci a Brescia, “adottata” con una cerimonia ufficiale il 22 maggio scorso. Nella notte si è trasformata a sua volta in oggetto di violenza. Questa mattina è stata trovata in terra e danneggiata la targa che era stata apposta sulla panchina  con questa scritta: “No alla violenza. No alla violenza sulle donne”.

Il fatto, è stato così commentato così da Rosa Giudetti, Presidente di Associazione Montessori:L’atto vandalico che si è consumato è una offesa gravissima alla memoria delle donne vittime di violenza e a tutte quelle che ogni giorno lottano per farsi rispettare. Come Associazione siamo impegnati ad educare i bambini, fin dalla prima infanzia, al rispetto reciproco e alla parità di genere. La targa verrà ripristinata al più presto. Cogliamo l’occasione per chiedere la collaborazione di tutti a non minimizzare gesti come questo, ma a prendere posizione manifestando apertamente il proprio sdegno. Silenzio e indifferenza, infatti, sono pericolosi alleati della violenza: come Associazione sentiamo il dovere morale di contribuire a smuovere le coscienze in favore di un cultura della parità di genere.”

Unanime è il biasimo e il rammarico da parte dell’Amministrazione comunale.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.