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Alfianello (Brescia) E’ stato un pomeriggio dal sapore antico, dove si sono respirate le emozioni del tempo passato e ritornare per un attimo al calore ed alla tenerezza dei ricordi più belli celati nella nostra memoria. Questo e molto altro è stato  “Auguri Maestro”, incontro di letture dialettali dei più bei brani scritti dal Maestro Tomaso Romano, che si è tenuto domenica 4 dicembre nella sala consiliare del Comune di Alfianello.

Promosso dalla Pro Loco di Alfianello con la collaborazione dell’amministrazione comunale e con il patrocinio dell’Ateneo di Brescia – Accademia delle Scienze, Lettere ed Arti – Onlus per celebrare i 95 anni dell’autore bresciano, l’incontro ha visto la partecipazione del giornalista ed autore Costanzo Gatta e della Professoressa Elisabetta Selmi, docente dell’Università degli studi di Padova.

Ospite d’eccezione dell’incontro il Maestro Tomaso Romano, autore neo-novantacinquenne di Alfianello che continua a stupire per la sua vivacità intellettuale, la sua carica di entusiasmo ma soprattutto la sua capacità di essere sempre al passo con i tempi.

Durante l’incontro è stata data voce ad alcune delle più belle storie e tradizioni da lui messe su carta nel corso degli anni: situazioni, consuetudini e usanze di un tempo ormai scomparso nella Bassa Bresciana. Riflessioni, emozioni e pensieri, grazie ai quali sarà possibile rivivere situazioni e contesti trascorsi, ma fissi ed indelebili nella memoria di tantissime persone.

Tomaso Romano è un autentico maestro del dialetto bresciano. Dopo aver pubblicato negli gli scorsi anni, con la Fondazione Dominato Leonense, il libro di racconti “Tradisiù e superstisiù dèla Bàsa Bresàna” (2012) e “’na quàt paròla dèla Bàsa Bresàna” (2013), vocabolario dialettale bresciano aggiornato con nuovi lemmi, nel 2014 ha presentato il suo ultimo lavoro: l’ebook “Migå töt ma ‘n po dè töt. Storie, poesie e riflessioni in dialetto bresciano.”

Nei libri che ha scritto, oltre a rispettare le precise regole per una scrittura corretta, veste i panni del fedele narratore delle usanze della Bassa Bresciana. E’ infatti convinto dell’importanza di recuperare e tramandare il dialetto; per questo nelle sue poesie da spazio a testimonianze, aneddoti e curiosità perse nella memoria del tempo, che contribuiscono ancor di più a far apprezzare il territorio e la sua storia, nella sua lingua madre.
In uno dei suoi ultimi volumi il Maestro Romano scrive: “Il dialetto è, in un certo senso, osservatorio, memoria, comunicazione e proposta, per farci nascere il desiderio di non buttare il passato e per non illuderci di reinventare tutto il nuovo.

 

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Daniela Iazzi
Cremonese di origine, studentessa a Milano e residente a Fidenza. Frequenta la Bocconi e si specializza in Arte, cultura e comunicazione. Lavora dal 2005 presso la Fondazione Dominato Leonense di Leno, dove promuove la storia del Monastero benedettino “Ad Leones” e attività di promozione del territorio.

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