sabato 31 Ottobre 2020

Giusi Morbini

Insegnante di scuola primaria ormai da molti anni, ma ancora non prossima alla pensione. Nata e vissuta in campagna, crede nell'importanza di riscoprire le nostre radici e di conservare le nostre tradizioni. Sempre nel rispetto di tutte le culture. Scrive per diletto.
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Topinambur, le margherite dei fossi

Lungo la strada di campagna che dalla cascina portava in paese, da tutti conosciuta come "strada delle topine" per il gran numero di talpe che scavavano le gallerie nei campi a lato, fiorivano in questa stagione le "margheritune de foss".

Ginkgo Biloba, sole in mezzo alla nebbia

Non ricordo dove l’ho letto, ma qualcuno ha scritto che “l’autunno fa guardare il cielo, mentre la primavera la terra”. Amo le piante della nostra pianura, la maestosità delle querce, i contorti...

I filoss, il “biondo” e la sua cagnolina

Bassa bresciana - Vi è un’antica usanza, non ancora completamente scomparsa, nei piccoli paesi di pianura. ”fare filoss”cioè trovarsi in gruppi di vicini di casa, sul far della sera o dopo cena, per chiacchierare. L'estate è il momento giusto per i filoss.

Bocche di leone, antico fiore di serenità

Bassa Bresciana - Tra la lavanda da una parte e tageti dallì’altra , alla Colombaia, fiorivano le bocche di leone. Intorno al muro della vecchia cascina , in un ‘aiuola disordinata ,risaltavano. Crescevano ogni anno e fiorivano tutta l’estate.

Passiflore, anche nei giardini di pianura

Incontro con uno straordinario esperto di passiflora, farmacista nel cremasco ma botanico per passione. Durante l'estate si dedica alla creazione di ibridi , per ottenere piante capaci di sopportare l'inverno della pianura padana.

La bella lavanderina

Ricordo benissimo quando mia madre e la nonna sciacquavano i panni al fosso. Era il canale che portava acqua alle marcite o un altro usato per l’irrigazione, un cosiddetto “vaso”. In tutte le stagioni, inverno compreso, inginocchiate sulla “scagnelo”, di legno che evitava gli spruzzi, sbattevano i panni.

Dove sono finiti i fiordalisi?

Maggio sapeva di fieno, di rose e dei fiori delle palle di neve. Mio nonno, con un cappello di paglia, rastrellava il fieno che era rimasto nel campo. A volte attaccava la...

La notte di San Giovanni tra sacro e profano

Bassa Bresciana - La nostra vicina Emma, il giorno di San Giovanni, raccoglieva la camomilla che cresceva intorno alla cascina. La mattina del 24 giugno era là chinata, a mettere nel cesto i fusti e i fiori. “Bisogno catalo ades che la ga biit la rosado “ diceva a noi bambini. Sembrava irremovibile: “Bisogna raccoglierla ora che si è bagnata con la rugiada”.

Afferrare la vita: quando si nasceva a casa

Alcune anziane ricordano ancora Dosolina, la levatrice “più brava”a Gottolengo. Era disponibile a tutte le ore. Arrivava alla casa della partoriente con la sua valigetta di cuoio che conteneva siringhe, cotone, disinfettanti, forbici e cloroformio....

La scuola al tempo del coronavirus

Gottolengo, Brescia - Insegno in una scuola primaria, ormai da molti anni. Conosco qualche trucco del mestiere. Mentre faccio lezione (intendo quella frontale, diventata rara con i bambini, ma pur necessaria qualche volta)...

Giusi Morbini

Insegnante di scuola primaria ormai da molti anni, ma ancora non prossima alla pensione. Nata e vissuta in campagna, crede nell'importanza di riscoprire le nostre radici e di conservare le nostre tradizioni. Sempre nel rispetto di tutte le culture. Scrive per diletto.