Iseo, Brescia. Alla fondazione Arsenale di Iseo 25 artisti contemporanei esplorano il significato della croce, fino al 30 aprile con la mostra “Ave Crux”.

«Una squadra di artisti contemporanei si riuniscono per affrontare un tema senza tempo, quello dell’”Amore Universale” – spiega Angelo Zanella, curatore della mostra – attraverso il simbolo per antonomasia della religione cristiana: l’iconografia della crocifissione di Gesù.

L’emblema di ogni sacrificio d’amore, a prescindere dal suo valore ieratico, diviene un contenitore di emozioni, riflessioni personali ed esistenziali, che trascendono l’artista e il suo lavoro provocando in chi guarda un’azione catartica sull’Io. Attraverso la molteplicità dei punti di vista – che permette, inoltre, di destrutturare il soggetto per studiarlo da una pluralità di angolazioni diverse – la mostra ha l’ulteriore scopo di indagare il pensiero moderno alla luce dei dogmi della fede.» 

Al centro dell’indagine artistica il simbolo della croce che «da strumento di morte è diventata strumento di vita» – come si legge nella prefazione del catalogo firmata da Don Giuliano Baronio, parroco di Iseo.

Il percorso espositivo si snoderà tra i rinnovati spazi del Palazzo dell’Arsenale, vicolo Malinconia, 2 a Iseo e la Pieve di Sant’Andrea  in via Cerca, che ospiterà le opere degli scultori Roberta Busato e Carlo Previtali.

In programma anche un concerto e un progetto speciale. Sabato 22 aprile alle 18.00, all’Arsenale, si terrà l’esibizione del Coro ISCA diretto dalla Maestra Maria Lissignoli.

Dal 13 al 17 aprile, invece, la Chiesa di San Silvestro, antistante la Pieve di Sant’Andrea, ospiterà “Deus crematorium”, l’installazione dell’artista Michele Zanni. L’apertura è in programma giovedì dalle 18, mentre l’opera resterà in mostra da venerdì a lunedì dalle 8.30 alle 19.00 con ingresso libero.

“Ave Crux” completa e chiude il percorso espositivo avviato nel 2015 con la mostra “Oltre la vita”, ispirata alla “Danza Macabra” conservata presso la chiesa di San Silvestro di Isoe, e dedicata al tema della morte, a cui è seguita la collettiva “Migrazioni. Contaminazione culturale tra i popoli”, che si è tenuta nel settembre 2016.