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Travagliato (Brescia) – Bacheca, addio. L’ultima della serie, dedicata esclusivamente all’affissione sistematica dei giornali, non esiste più. Anche a Travagliato è accaduto che, le bacheche per certi mezzi di informazione della carta stampata, una dopo l’altra, nel corso di tempi diversi, sparissero dalla vista, anche di chi, distrattamente, aveva l’abitudine di notarle, quanto meno come elementi propri di un dato contesto e di un più esteso paesaggio.

Paesaggio urbano, come quello del centro di questa località bresciana, dove, a pochi minuti di auto da Brescia, non erano i quotidiani editati nel vicino capoluogo ad essere affissi, ma giornali di partito, come, portando la memoria alle scorse generazioni politiche, facevano mostra, in questa, fra le maggiori piazze della provincia di Brescia, delle proprie rispettive edizioni, sia l’Unità che l’Avanti, duplice tiratura di sinistra, rispettivamente, comunista e socialista.

Con la riqualificazione di questa piazza, già Umberto Primo, ora denominata Martiri della Libertà, anche questi spazi, riservati ad un modo di fare lettura in verticale ed a cielo aperto, direttamente affacciati su tale sorta di finestre grafiche in un aggiornamento costante, non sono che un vago ricordo, forse percepibile insieme ad altri aspetti vissuti in prossimità a luoghi dove la frequentazione degli stessi è sinonimo di un’aderenza comunitaria che rende la sintesi di una possibile condivisione di passi compiuti, in una comune dinamica di confronto e di aggregante soluzione d’intesa.

Altre bacheche sono apparse nel frattempo, ma non sono più, come si usa dire, quelle di prima. Le sopraggiunte versioni delle precedenti di vecchia maniera sembrano, per lo più, adibite a sommari comunicati comunali ed a locandine, più o meno aggiornate, rispetto ad alcuni contenuti ed avvenimenti che la regia municipale intende divulgare.
Che dire delle altre precedenti? Non esistono più, ammesso che qualcuno non azzardi, sbagliando, a dire, sicuramente in buona fede, che non siano mai esistite, come spesso capita si verifichi quando si pensa che il mondo sia nato lo stesso giorno della propria data di nascita.

Segno di questo pregresso retaggio di una affermata tradizione, volta, in modo del tutto gratuito, a proporre in bell’evidenza i giornali, esponendoli ai quattro venti, era anche la bacheca lignea che si profilava sul lato della chiesa di Lourdes, rivolto alla piazzetta Cavour, dove, al centro della stessa, monumentali assetti patriottici pareggiano, fra loro, un appaiamento di storia e di rievocazioni celebrative, pure presente, in altro modo, nella vicina piazza Martiri della Libertà.

Ancora, nel centro della località, dal curioso nome aggettivato in quella data parola del tutto coincidente ad un corrispondente significato evidente, questa bacheca resisteva, fino a non molto tempo fa, nel proporre il proprio consueto stile di prima, discostandolo da quello scivolato in capo a simili manufatti, evolutisi in quelli del presente.

Questa bacheca ospitava, con ricambio pressoché periodico, in una perseguita cadenza settimanale, il giornale diocesano “La Voce del Popolo”, grazie a mani volontarie che prestavano opera utile e necessaria all’allora ricorrente rimpiazzo delle varie edizioni di questa antica testata giornalistica, risalente, quale proprio esordio di fondazione, alla fine dell’Ottocento e rinnovatasi, nel frattempo, anche nel formato digitale, pure conservando, nella predominate versione cartacea, un proprio privilegiato vettore di diffusione.

Sembra che, dopo i recenti lavori conservativi dell’immobile di culto sul quale se ne stava da tempo immemore appollaiata, tale bacheca si sia involata, insieme a tutto quanto, delle condizioni del muro di prima, la vedeva come parte associata, in ogni caso, manifestandosi nella natura di una pertinenza funzionale per la pubblica divulgazione di un’informazione d’ispirazione cattolica, attenta alla notizie della diocesi bresciana, che forse poteva essere strutturalmente in loco ripristinata, mantenendo la missione che dalla stessa parrocchia le era stata, in un convinto passato, assegnata.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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