Tempo di lettura: 3 minuti

Nella situazione attuale del mercato bancario e con la normativa sul bail in che entrerà in vigore il prossimo gennaio, il livello di patrimonializzazione di un Istituto di Credito è diventato il pilastro centrale per valutarne la solidità e in definitiva la garanzia che è in grado di offrire alla propria clientela e base sociale.

Questa infografica è stata preparata dalla nostra redazione sulla base di dati confrontati con quelli tratti dal Sole 24 ore, aggiornati al 30 giugno 2015. Nel grafico è presente anche il dato di Cassa Padana BCC, nostro editore.

In queste settimane nelle quali si discute del salvataggio di quattro banche, il primo ministro Matteo Renzi, dal palcoscenico della Leopolda, ha annunciato che presto arriverà anche la riforma del Credito Cooperativo.

Un’urgenza che, secondo Federcasse, non è dettata dal fatto che la numerosità e la dimensione delle banche costituiscano di per sé un problema.

E’ vero: non tutte le Bcc sono sane. La crisi ha prodotto sofferenze anche fra loro e oggi mentre alcune sono in grave difficoltà, altre cercano alleanze e fusioni.

Ma è altrettanto vero che le Bcc sane oggi sono inserite in una rete locale e nazionale che già genera economie di scala.

Nel complesso, e stando alle cifre, il sistema delle BCC è ancora solido: fino ad oggi anche le più piccole BCC sono state aiutate a restare nel mercato e a superare eventuali difficoltà.

Più in generale, l’abbondanza di banche che funzionano e che mediamente sono solide non dovrebbe costituire un problema. Il pluralismo e la responsabilità gestionale affidata alle comunità è una modernissima – purché efficiente – realtà di partecipazione democratica e di mantenimento nei territori dei centri decisionali.

Gli indicatori patrimoniali delle BCC e Casse Rurali, rilevano un patrimonio di sistema (capitale e riserve) di 20,5 miliardi (cresciuto dell’1,3 per cento nell’ultimo anno).

Il CET 1 ratio ed il TCR medi delle BCC sono pari, rispettivamente, al 16,2 ed al 16,7 per cento in raffronto al 12,1 ed al 14,8 del resto dell’industria bancaria italiana.

Le 368 BCC e Casse Rurali italiane, con 4.450 sportelli (il 14,6% degli sportelli bancari nel nostro Paese) hanno oggi una presenza diretta in 2.697 Comuni ed in 101 province.

Con 1 milione e 230 mila soci e 37 mila dipendenti certificano una raccolta diretta di 161,5 miliardi di euro e 135,5 miliardi di impieghi.

Gli impieghi delle BCC rappresentano il 22,6% dei crediti alle imprese artigiane; l’8,6% alle famiglie, il 17,8 alle micro-imprese familiari.

Lo stock di impieghi delle BCC negli ultimi 22 anni (da quando è in vigore l’attuale Testo Unico Bancario) – un terzo dei quali caratterizzati dalla più profonda recessione del dopoguerra – è cresciuto di sette volte (meno di tre nel resto dell’industria bancaria).

Anche la raccolta si è incrementata ogni anno ad un ritmo di circa due punti percentuali superiore a quello registrato nelle altre banche. La quota di mercato media sugli impieghi è più che raddoppiata (dal 3,4% del 1993 al 7,3% del 2014) mentre quella sulla raccolta è passata dal 6 all’8%.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *