Bergamo. Domenica 20 novembre alle ore 18.30, Upper Lab presenta il secondo appuntamento con il progetto Teatridalsanguecrudele – L’inquieto fascino delle fiabe, volto a sensibilizzare adulti e giovani adulti/adolescenti su fenomeni di fragilità sociale quali la ludopatia, il femminicidio e il bullismo.

La lettura scenica, basata su una riscrittura in chiave moderna della fiaba Barbablù, offrirà lo spunto per momenti di confronto e riflessione moderati da professionisti ed esperti sulla tematica drammaticamente attuale del femminicidio.

femminicidio-teatri-dal-sangue-crudele-3

La serata prevede la lettura scenica con Alessandra Ingoglia e Maria Teresa Galati – Matè Teatro. Testi di Silvia Gilardi, installazioni/sculture di Paolo Mezzadri Progetto e regia di Pietro Arrigoni.

Ospiti/relatori:

  • Dott.ssa Lucia Chiarioni
    Psicologa, Psicoterapeuta, Psicotraumatologa;
    Giudice Onorario in Corte d’Appello del Tribunale di Milano dal 2003 al 2010;
    Titolare del C.P.P.A Centro di Psicoterapia e Psicotraumatologia Avanzate; Polo Antiviolenza
    Consulente del Tribunale di Monza e Milano.
  • Avvocato Maria Cristina Ghilardi
    Dall’anno 2008 ricopre la carica di Referente territoriale dell’AIAF (Associazione Italiana Avvocati per la Famiglia e per i Minori), Sezione di Bergamo.

Moderatore: Dott. Alessandro Massini Innocenzi – Giornalista e scrittore.

Perché la fiaba?

La fiaba vista non più come linguaggio rivolto ai soli bambini ma come strumento di presa di coscienza per gli adulti. La rappresentazione delle tematiche sulla base delle fiabe dei fratelli Grimm, di Andersen e Perrault – attualizzate dalla scrittrice e drammaturga Silvia Gilardi con il supporto di psicologi – sarà lo spunto per momenti di confronto e riflessione moderati da professionisti ed esperti nelle tematiche affrontate.

La riscrittura in chiave moderna delle fiabe tradizionali sarà rivolta a far emergere la complessità, l’ambiguità e le “tragedie rimosse” della società in cui viviamo e a permettere di parlare a molti e di raggiungere una cittadinanza allargata. La fiaba per antonomasia ha sempre insegnato a chiarire i processi interiori come paure e turbamenti. Le fiabe parlano di problemi universali, rispondono agli interrogativi sulla natura, dell’uomo e della vita. Propongono in modo allusivo soluzioni avvincenti e positive. Offrono esempi di scioglimento di difficoltà e superamento di prove in apparenza insormontabili stimolando l’immaginazione.

La fiaba incarna anche la difficoltà della vita e la possibilità di vincerla in modo risolutivo. Rappresenta la comprensione di sé, degli altri e del mondo, del futuro legato alle potenzialità positive. La fiaba rassicura, dà fiducia in sé all’individuo dando spinta vitale. L’universo fiabesco rappresenta le tappe simboliche dello sviluppo, della crescita verso l’autonomia. I conflitti diventano normali e superabili. Le fiabe hanno una funzione terapeutica ed educativa e suggeriscono la possibilità di un processo di sviluppo.