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Leno (Brescia) – Cassa Padana Bcc chiude il 2014 con un utile di 9.594.797 euro e presenta le sue linee guida per la riforma delle Bcc.

Dati di bilancio, contratto, riforma delle Bcc. Cassa Padana Bcc affronta il 2015 con molte frecce al suo arco.
Forte di un 2014  importante e positivo. In una prospettiva di impegno a salvaguardia dell’autonomia delle Bcc, del loro lavoro a sostegno del territorio, della solidarietà e di controlli più corretti ed efficaci. E chiamando tutti alla propria responsabilità: dal mondo della politica a quello delle cooperative oggi colpevoli di “un assordante silenzio”.

Di seguito i dati principali emersi dalla conferenza stampa che si è tenuta oggi nella sede di Cassa Padana a Leno, Brescia. 

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Presenti all’incontro Vittorio Biemmi, presidente Cassa Padana Bcc, Luigi Pettinati, direttore generale, Franco Aliprandi, vice direttore, Andrea Lusenti, vice direttore vicario, Angiolino Mor, responsabile revisione interna, Stefano Boffini, responsabile divisione soci e territorio.

Dati di bilancio
Il risultato 2014 – 9.594.797 euro di utile – è sicuramente positivo, visto il contesto di crisi attuale in cui stiamo vivendo e le performance del sistema bancario in generale.

Il consiglio di amministrazione ha deliberato – per l’approvazione della prossima assemblea dei soci in calendario il 24 maggio – un ristorno per i soci pari a 1.250.000 euro, 752.836,12 euro di dividendo, 500.000 euro di beneficenza a favore delle comunità locali.
I primi due mesi del 2015 si sono aperti molto bene per la Cassa. A tutto questo, se associamo il dato patrimoniale di assoluto rilievo, otteniamo la sintesi più efficace della solidità e della forza  di Cassa Padana, che questi anni difficili non hanno scalfito.

Cassa Padana presenta valori ottimali, anche dopo le tre fusioni – Bcc Camuna, Banca Veneta 1896, Bcc Valtrompia – avvenute negli ultimi anni.
In Cassa Padana il tier one al 31/12/2014 è pari a 19,95 (total capital ratio 20,11), un valore di assoluto prestigio in riferimento al contesto bancario in generale.

Nei dati seguenti emerge anche il forte impegno di Cassa Padana sulla mutualità interna (soci), esterna (territorio) e internazionale.

                    2014                   2013
Raccolta diretta    1.682   ( in milioni di euro)    1.673 (in milioni di euro)
Raccolta indiretta        524   (in milioni di euro)     541 (in milioni di euro)
Impieghi     1.379   (in milioni di euro)    1.516 (in milioni di euro)
Patrimonio di vigilanza        243   (in milioni di euro)     240 (in milioni di euro)
Utile     9,594  (in milioni di euro)    0,267 (in milioni di euro)
Dipendenti       475     468
Filiali         65       65
mutualità interna (soci)      5,515 (in milioni di euro)    4,311 (in milioni di euro)
mutualità esterna (territorio)     2,019 (in milioni di euro)    1,831 (in milioni di euro)
mutualità internazionale     0,147 (in milioni di euro)     0,152 (in milioni di euro)

 

Contratto collettivo nazionale e contratto integrativo regionale
Il Consiglio di amministrazione di Cassa Padana, di martedì 3 marzo, ha deciso di non far scadere al 31 marzo prossimo né il  contratto collettivo nazionale né il contratto integrativo regionale mantenendoli attivi fino al rinnovo. “Una decisione assunta dopo lo sciopero di lunedì 2 e martedì 3 marzo” – ha spiegato il direttore generale Luigi Pettinati – per aprire quanto prima un dialogo con le organizzazioni sindacali e con loro discutere serenamente anche del futuro delle banche di credito cooperativo”.

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Riforma delle Bcc
“Non si fa democrazia economica nelle segrete stanze” ha esordito il direttore generale Luigi Pettinati, soddisfatto del dibattito che si è aperto in molte Bcc e Federazioni regionali all’indomani del convegno “Banche cooperativo in Europa e in Itala. Quale futuro?” che si è tenuto il 27 febbraio a Leno. E ha aggiunto: “Noi vogliamo salvare l’autonomia delle Bcc e continuare a lavorare sul territorio e per il territorio, nel nome della solidarietà. E con i giusti controlli  privi di conflitti di interesse. Noi teniamo duro: le battaglie si vincono lavorando tutti insieme. Si vincono cooperando”.
Pettinati ha poi presentato alcuni punti sui cui lavorare e cercare condivisione con altre Bcc.

1) Autonomia, prossimità alle comunità locali, autodeterminazione dei territori
Non crediamo che si possa produrre maggiore efficienza ed efficacia di azione con un accentramento del potere e con banche di credito cooperativo eterodirette da Roma o comunque da un centro lontano dai bisogni effettivi.
Significherebbe desertificare i territori. Siamo fautori di un modello decentrato – che però deve funzionare –  dove le banche sono  realmente in grado, dal punto di vista dei numeri e delle competenze, di svolgere un’azione attiva e incisiva nella mutualità territoriale, intesa in modo ampio: dal sociale al supporto completo e alle esigenze delle piccole e medie imprese;

  • Unità del movimento
    Crediamo fortemente in questa unità. Pur nelle diverse articolazioni e differenze che lo caratterizzano;
  • Solidarietà cooperativa fra le banche di credito cooperativo
    La solidarietà cooperativa fra Bcc è necessaria. Cassa Padana l’ha praticata nei fatti con le ultime tre fusioni. Ma tutto ciò deve essere all’interno di regole e comportamenti chiari, con controlli trasparenti, efficienti e senza conflitti di interesse.
  • Governance
    Abbiamo un giudizio estremamente negativo sull’attuale governance del movimento, per l’inefficienza e incapacità di prendere decisioni;
  • Controlli
    Siamo favorevoli a un accentramento dei controlli che devono essere effettivi, indipendenti e lontani da problemi legati al conflitto di interesse, prerequisito fondante per meccanismi di solidarietà cooperativa.
    Le federazioni, così come sono articolate oggi, sono troppe e inefficienti.

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