Sondrio. Ad offrire al pubblico la magia del cinema nel grande spettacolo della natura è il Sondrio Film Festival in un’edizione in streaming per celebrare la bellezza e la fragilità della natura anche durante il lockdown. Questo vuol essere il 34° Sondrio Festival, quest’anno all’insegna della resilienza.

Sono 14 i documentari girati nelle aree protette del mondo e selezionati da questa rassegna che si tiene online sino al 29 novembre. La rassegna dei documentari è pronta a stupire e insieme a invitare alla riflessione, ad aprire gli occhi per vedere ciò che accade nel nostro pianeta. Processi non irreversibili ma che richiedono attenzione e impegno, la ferma volontà di essere affrontati e risolti prima che sia troppo tardi.

“E’ un modo” gli organizzatori, “per non dimenticare, anche in questo difficile momento, quanto la natura che ci circonda sia vulnerabile e abbia bisogno di nuove visioni e prospettive, a partire proprio da un’idea di bellezza e di cultura che non può abbandonarci ma deve continuare e farsi ancora più forte, raccontandosi attraverso le nuove tecnologie per catturare l’attenzione del grande pubblico”.

Ciascuno dei 14 documentari viene preceduto dalla presentazione a cura di Gigliola Amonini, attrice, e dal commento di Alessandro Cecchi Paone. Per seguire il festival, basta iscriversi sul sito internet www.sondriofestival.it dove troverete il programma completo e scegliere i documentari da vedere. Tutti in streaming e gratuitamente.

La formula della manifestazione organizzata da Assomidop cambia in questo tormentato 2020, viaggiando nel tempo e nello spazio per annullare le distanze. Con il Teatro Sociale prudentemente chiuso, i weekend delle proiezioni da due che erano l’anno scorso diventano tre e i documentari potranno essere visti in streaming sulla propria smart tv, su computer, tablet e smartphone. Gran finale previsto per domenica 29 con le premiazioni.

Dalla Germania all’Italia, dal Kenia al Messico, dal Canada alla Svizzera, dalla Russia agli Stati Uniti, dal Botswana alla Spagna e alla Cina, attraverso i documentari l’evento, da tempo riconosciuto a livello internazionale, porrà al centro della scena le problematiche più o meno note, le emergenze più o meno prevedibili dell’ambiente naturale nelle aree protette di tutto il mondo.“

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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