Bergamo. Hanno sperato sino all’ultimo gli organizzatori della 39ª edizione del Bergamo Film Meeting in programma dal 24 aprile al 2 maggio, in uno scenario diverso da quello attuale. Pensavano a un’edizione ibrida, che potesse svolgersi parte online e parte in presenza. Non mettevano in conto un’apertura completa, ma che si potesse almeno entrare in sala, seppure con i posti contingentati.

Questo avrebbe permesso di mantenere vivi alcuni “passaggi” fondamentali e congeniti alla natura del Bergamo Film Meeting: l’incontro, il confronto, le emozioni e i pensieri condivisi, il senso di una partecipazione consapevole, la coltivazione di conoscenze e amicizie.

Apprestiamoci a seguire un’edizione inusuale, diversa, cercando di esplorare e capire nuovi strumenti di visione, con curiosità e senza dismettere quella tensione alla scoperta che fa parte del DNA del Bergamo Film Meeting. Difatti il programma di quest’anno non ha niente da invidiare a quelli passati; anzi, è stato reso ancora più ricco, recuperando qualcosa delle proposte mancate lo scorso anno, come gli omaggi a Marta Meszaros e Jerzy Skolimowski, e aggiungendo altri e sostanziosi percorsi di ricognizione nel cinema del presente e in quello del passato.

A Volker Schlondorff e dedicata la retrospettiva storica, un atto dovuto a un autore che ha segnato il cinema contemporaneo e che, a parte pochi titoli, non e molto conosciuto dal pubblico italiano. Classe 1939, ma possiamo dire che gli 82 anni non li dimostra, il regista tedesco e stato una sorta di predestinato: alla scuola dei gesuiti in Francia aveva come compagno Bertrand Tavernier, recentemente scomparso.

– Di film ce ne sono, ne abbiamo contati circa 150 e rappresentano tanti generi e autori, vecchi e nuovi. – raccontano gli organizzatori del Bergamo Film Meeting – Le sale virtuali sono tre, abbonarsi e semplice, c’e tutto il tempo perché ognuno possa organizzare i propri itinerari di visione. E per votare i film dei due concorsi, entrambi ricchi di opere che ci fanno viaggiare in territori a volte sconosciuti e che ci permettono di andare incontro al futuro di autori che si presentano sulla scena con opere già mature per stile e capacita narrative.-

– Per quest’anno va cosi: sarà un’esperienza nuova, dove la tecnologia e la risorsa che ci permette di rimanere insieme o comunque legati, “diversamente” connessi. Restituiamo valore alla voce, usando magari il telefono come tale, scambiandoci impressioni, pareri, giudizi: dal vivo, ascoltando e replicando, semplicemente conversando, come tra vecchi amici, immaginando di essere seduti attorno a un tavolo, sotto il sole primaverile, a bere qualcosa insieme. – concludono gli organizzatori.

Il programma.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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