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Bergamo. La sfilata di mezza Quaresima e il rasgamènt de la Égia è per i bergamaschi una tradizione che vale quanto un carnevale, si trascina nei secoli e nessuno sa con certezza quando la goliardica festa che spezza il rigore della quaresima sia iniziato divenendo una saga popolare molto amata.carri bergamo

Nei giorni di questo fine settimana, già da venerdì sera, il sabato e la domenica con la grande sfilata e il  rasgamènt de la Égia, portano nelle vie della città di Bergamo carri e più di 4.000 figuranti per rito della mezza quaresima, seguito in questi ultimi anni da una folla di 60.000 spettatori. Una sfilata di volti, colori, suggestioni, racconti che nascono e si sviluppano nella cornice di un carro e solleticano la fantasia: ecco cos’è la Sfilata di Mezza Quaresima, evento simbolo di Bergamo capace di attirare una folla di partecipanti, promosso dalla storica associazione Ducato di Piazza Pontida.

Una tradizione che si perde nel tempo, quando il carattere goliardico della parata smorzava il rigore del periodo quaresimale con la sua carica di sfrenata spensieratezza, prolungando i festeggiamenti tipici del carnevale. Pare che il “rasgamento” sia stato riscoperto soltanto nel primo dopoguerra, perché di certo a metà del XIX non era più praticato, stando a quello che precisa Antonio Tiraboschi in un articolo apparso sulla Gazzetta di Bergamo del 4 marzo 1869: “a mezza Quaresima as rasga la ègia, si sega la vecchia, cioè si segava, poiché ora della antica usanza non ci resta che il dettato”.carri bergamo

Il rasgamènt è stato reintrodotto dal Ducato di Piazza Pontida, sodalizio nato negli anni Venti e divenuto nel tempo l’istituzione che fa da fulcro e che ispira le iniziative legate alle tradizioni locali, con particolare attenzione, più che alla ricerca demologica, all’uso letterario del dialetto, alla celebrazione dell’immaginario orobico. Che questa sia la prima vocazione del cenacolo ducale, lo prova il quindicinale Giopì, organo ufficiale del sodalizio e sua memoria storica.

Oggi la manifestazione, persa quasi completamente la connotazione religiosa, mantiene però un vivace fascino carnascialesco e si configura come un evento di grande richiamo, capace di attrarre migliaia di persone. L’atmosfera gioiosa che la permea, i carri allegorici che provengono da tutta la provincia e la cerimonia del “Rasgamènt de la Égia”, con cui si mettono simbolicamente al rogo le brutture della città, rendono la manifestazione un tassello importante del folclore del territorio e contribuiscono a fare di Bergamo un luogo in cui l’espressione della cultura popolare all’interno della società contemporanea conferma una sempre più significativa dimensione. Tracce del Rasgament de la Egià a Bergamo si trovano però già in alcuni scritti del 1800.unspecified 2

Nel tempo, la festa di piazza che accompagnava questo rituale, vero nucleo fondante di questo carnevale, è andata via via prendendo una forma definita: da semplice momento goliardico e aggregativo, ha trovato una sua forte identità nella sfilata dei carri allegorici e dei gruppi danzanti che sfilano per le vie del centro città, secondo un percorso ormai consolidato che dalla stazione ferroviaria termina in piazza Pontida, una delle più antiche della città, dove ha sede l’associazione organizzatrice.

Negli ultimi tempi, questa vocazione ha trovato nuova vitalità, attraverso i primi tentativi strutturati di valorizzare le bellezze del territorio al di fuori dei confini locali, per farne apprezzare i punti di forza anche dagli abitanti di altre località. Vanno in questo senso i recenti sforzi profusi nell’organizzazione della Sfilata di mezza Quaresima, che si sono concretizzati principalmente in un incremento delle attività promozionali e nell’invito di carri e gruppi folclorici provenienti da tutta Italia.

 

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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