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Sono le otto del mattino quando camminiamo per le vie di Tirano, in Valtellina, la cittadina sembra sonnecchiare aspettando che il sole salga oltre le cime innevate e torni a illuminare i tetti delle case e la piazza col santuario rinascimentale. Lungo le vie semideserte il profumo di pane e di dolci appena sfornati assale le narici, stuzzica l’appetito e rende più piacevole l’incontro col freddo pungente che piomba dai monti.

E’ già da alcune ore che son desto, il tempo per partire da casa e raggiungere la Valtellina attraverso il passo dell’Aprica, un’alzataccia che sarà presto ripagata da un’avventura magica: cavalcheremo il passo del Bernina carico di neve e il suo ghiacciaio con il “Bernina Espress”. Un treno rosso fiammante delle ferrovie svizzere che quasi sfidando la gravità sale dai 429 metri di altitudine di Tirano ai 2253 dell’Ospizio al passo, per poi scendere a St. Moritz. Noi a questo mozzafiato tragitto invernale abbiamo aggiunto una variante: scenderemo alla stazione di Morteratsch, oltre il passo, per raggiungere St. Moritz con gli sci da fondo. Siamo arrivati in anticipo, d’altra parte ci vuole del tempo per scovare un parcheggio libero da pagamenti restrittivi e non per ultimo per non essere da meno della rinomata puntualità svizzera.

Il miglior treno da prendere è quello che parte alle 9,00, guadagna il tempo per ammirare in piena mattina i variegati paesaggi che s’affacciano al finestrino. Dai vigneti a riposo che circondano masi e fienili della Valtellina, agli anfratti rocciosi seminascosti dalle fronde degli abeti, al desolato paesaggio da saga nordica del ghiacciaio al passo, con i suoi pigri specchi lacustri incrostati di ghiaccio e stazioni ferroviarie uscite da una favola di natale.

Alla stazione lo sfolgorante treno vermiglio è già puntualmente in attesa dei passeggeri. Una processione di carrozze rosse, tra cui una panoramica con tettuccio trasparente, trainate da una locomotiva con lo spartineve anteriore.

Il treno lascia la stazione e, dopo pochi chilometri ci si imbatte nella prima delle meraviglie: l’ardito viadotto di Brusio, una rampa elicoidale all’aperto dove il treno s’avvolge a spira di serpente, prende quota s’allontana dai morbidi paesaggi valtellinesi per iniziare la scalata della valle di Poschiavo, con le sue belle dimore patrizie e raggiunge l’Alp Grüm, eccezionale punto panoramico. Ora, oltre le vetrate che proteggono dal freddo, l’orizzonte si apre all’aspra nudità del paesaggio montano, dove il mondo dei ghiacci e delle nevi eterne sembra voler richiamare severamente all’uomo i suoi limiti e al tempo stesso si vien rapiti dall’ebbrezza arrancando verso il passo.

Il treno sale su pendenze del 70 ‰, senza cremagliera, sino ad un’altitudine di 2253 metri, cosa unica in Europa, cavalca in equilibrio vertiginosi viadotti appesi alle rocce. Entra ed esce da gallerie, sfiora fitti boschi, dove non è difficile seguire veloci fughe d’un gruppo di caprioli spaventati dallo sferraglio del treno, ma sono le ampie vallate colme di neve a stupire il viaggiatore dove l’audace locomotiva si fa largo aprendosi un varco nella neve.

E’ il solenne ghiacciaio del  Morteratsch, con i suoi quattromila scintillanti metri di neve a segnalarci l’arrivo al passo, il treno sosta alla stazione dell’Ospizio del Bernina, al fianco il lago è immobilizzato da una spessa crosta di ghiaccio.

Alla stazione di Morteratsch (ore 10,38), zaino in spalla e sci alla mano, scendiamo dal treno e poco dopo calzati gli sci da fondo, iniziamo la nostra “camminata” verso St. Moritz, una piacevole escursione adatta a tutti, anche ai neofiti, e ben segnalata. La pista da fondo, ottimamente tenuta, è frequentata da atleti a cui cediamo volentieri il passo. Si snoda tra boschi incantati e piccoli laghi e giusto a metà percorso si imbatte nell’abitato di Pontresina (quota 1774) dov’è facile incontrare turisti in viaggio verso St. Moritz sopra slitte trinate da cavalli. La pista da sci è ben segnalata e frequentatissima, serpeggia in un ambiente meraviglioso, boschi di maestosi abeti lasciano ampi spazi al panorama, la fatica è limitata e la nostra attenzione è divisa tra il far scorrere gli sci in equilibrio e assaporare il paesaggio. Servono un paio d’ore per coprire il percorso dalla stazione di Morteratsch a St. Moritz, anche per i non esperti.

A St. Moritz ci si arriva nel cuore del giorno, elegante perla dell’Engadina è sicuramente una delle più rinomate stazioni turistiche per gli sport invernali di tutta Europa, vale la pena una passeggiata nel centro storico, in tempo per raggiungere la stazione e salire sul treno delle 16.45 (circola tutti i giorni dell’anno, festivi compresi), far ritorno all’imbrunire con il “Bernina Espress” a Tirano e farsi stregare dalla magia del tramonto sul ghiacciaio.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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