Tempo di lettura: 2 minuti

Iseo, Brescia. Sin in dal titolo si evince che la mostra biàn•co, a cura di Melania Raimondi, Valery Franzelli e Camilla Remondina, tratta i temi dell’uso e della simbologia del colore bianco e, allo stesso tempo, dell’importanza della parola come mezzo per veicolare pensieri ed emozioni. Alla fondazione Arsenale da sabato 22 gennaio a domenica 27 febbraio con ingresso gratuito.

Come teorizzato da Isaac Newton nel XVII secolo, il bianco, associato tradizionalmente alla purezza e al candore, raccoglie in sé tutti i colori dello specchio cromatico discostandosi dalle convinzioni precedenti secondo cui il bianco rappresentava una mancanza.

Fin dall’antichità, attraversando luoghi, culture e religioni differenti, questo colore ha portato con sé vari significati contrapposti sia positivi che negativi, dal lutto alla nascita, dal vuoto all’opportunità. Nella filosofia orientale il bianco, e quindi il vuoto, è considerato uno spazio ricco di possibilità, una tela bianca pronta a mostrare l’essenza immateriale delle cose attraverso l’esperienza estetica, spirituale e sensoriale, mentre nella cultura occidentale è associato al nulla, diventando anche motivo di angoscia, un ostacolo non dissimile alla sindrome da pagina bianca.

La ricerca di Valery Franzelli, Serena Nicolì e Valentina Regola è infatti accomunata dall’uso frequente e preponderante del bianco in tutte le sue sfumature di colore e significato. Valery Franzelli riflette sul vuoto come spazio libero da preconcetti e limiti formali, generatore di opportunità. Infatti nelle opere Grido, Ombra, Profondo e Scrigno il foglio apparentemente bianco, grazie alla luce di Wood che lo illumina, rivela un significato più profondo e complesso di quanto possa sembrare ad un primo sguardo. In Oblio la carta, comunemente usata come supporto, diventa assoluta protagonista: si tratta essenzialmente di un foglio bianco, che  deve essere ancora riempito, ma allo stesso tempo carico di parole, storie e pensieri appartenenti a pagine già scritte.

Se Franzelli sperimenta il mondo del possibile Valentina Regola esplora quello dell’immaginario, nella serie degli Anticariati oggetti recuperati dal passato assumono altre sembianze cambiando la loro percezione mediante l’uso del colore. La stessa metamorfosi avviene in Quando mi ritrovai dove l’elemento dello specchio viene alterato a seconda delle emozioni provate dall’artista nel momento dell’atto creativo e permette a chi guarda di scoprire una nuova consapevolezza di sé.

Inaugurazione sabato 22 gennaio ore 11:30.